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Cronaca

Boschi della droga, i controlli serrati funzionano: cambia il modus operandi (e la nazionalità) degli spacciatori

I pusher nelle aree boschive del Comasco costretti a arretrare

Continuano incessantemente i controlli nei boschi così detti della droga, dove sono presenti bivacchi e spacciatori di diverse sostanze: cocaina, hashish, marijuana ma anche eroina e droghe sintetiche varie. I carabinieri di Cantù sotto il comando del capitano Christian Tapparo sono da tempo in prima linea nelle aree boschive di competenza e insieme agli squadroni Cacciatori Sicilia e Puglia continuano a perlustrare le aree considerate a rischio. I controlli così organizzati prevedono anche appostamenti nelle strade limitrofe e l'identificazione dei consumatori. Questa pressione comincia a mettere in difficoltà gli spacciatori che hanno cambiato il loro modus operandi. I bivacchi e i pusher sono stazionati in zone molto interne ai boschi e non più vicino alle strade dove era più facile lo scambio con il consumatore. Gli spacciatori con "il carico grosso" si sono addentrati nei boschi e utilizzano altre persone a modi staffetta, per portare la droga agli acquirenti. Sta cambiando anche la nazionalità predominante dei pusher: i marocchini (che fino a ora avevano una sorta di monopolio) stanno lasciando il passo a afghani e nigeriani. 

Gli Squadroni Carabinieri Cacciatori proseguono quotidianamente nel controllo delle zone boscose, supportati dai militari delle varie stazioni dei carabinieri, e finalmente si registra una notevole diminuzione dello spaccio nei boschi e un’altrettanta sensibile diminuzione dei consumatori, sempre identificati in prossimità delle zone interessate.

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