Cronaca

"Black Electric"

"Scelta voluta". Così si è espresso pubblicamente pochi giorni fa il coordinatore del "progetto-Libeskind" nonché uomo simbolo degli Amici di Como, Daniele Brunati, rispetto a qualche perplessità serpeggiante sulla (non) illuminazione notturna di...

"Scelta voluta". Così si è espresso pubblicamente pochi giorni fa il coordinatore del "progetto-Libeskind" nonché uomo simbolo degli Amici di Como, Daniele Brunati, rispetto a qualche perplessità serpeggiante sulla (non) illuminazione notturna di "Life Electric". In effetti, accade questo: quando, come riportano numerose cronache cittadine, il monumento non è semicoperto dalle folle diurne accalcate sulla diga foranea, al calare dell'oscurità - almeno finora - quello ribattezzato talvolta come il "monumento alla luce", dedicato peraltro allo scopritore della pila Alessandro volta, si spegne. Non del tutto, naturalmente: dell'enorme batteria di luci posate sul fondale della fontana-basamento di "Life Electric", qualcuna rimane comunque accesa anche ben dopo il calar del sole. Ma, effettivamente, anche soltanto in confronto alle prove tecniche di qualche settimana fa, quando la scelta dell'illuminazione era ancora sospesa tra blu e bianco, la luce che sagoma i profili del monumento è tenue, fioca, quasi impercettibile.

mdeSe dalla diga, naturalmente, una volta arrivati a pochissimi metri da "Life Electric", l'opera si nota comprensibilmente bene, dal lungolago cittadino gli spigoli e le curve dell'installazione risultano sostanzialmente invisibili. O appena appena intuibili, quasi unicamente grazie al sottostante tondello illuminato e a patto di avere una vista semiperfetta o una macchina fotografica decisamente di buon livello. In caso contrario, la foto-ricordo nottura del panorama lacustre del primo bacino porterà certamente il ricordo del Tempio Voltiano, del Monumento ai Caduti o di Villa Olmo sullo sfondo, ma sullo smartphone - anche di ultima generazione - si ritroverà più facilmente "Black Electric" che non "Life".

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