Cronaca

Bike sharing, la società: "Progetto per autofinanziarci bloccato da 3 anni in Comune"

Emerge una verità più articolata di quella nota finora sulla chiusura dell'ufficio "Bike&Co" di via Volta per il servizio di bike sharing a Como realizzato nell'ambito della piattaforma "Bicincittà" e in collaborazione diretta con il Comune. A...

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Emerge una verità più articolata di quella nota finora sulla chiusura dell'ufficio "Bike&Co" di via Volta per il servizio di bike sharing a Como realizzato nell'ambito della piattaforma "Bicincittà" e in collaborazione diretta con il Comune. A tratteggiarla è il direttore commerciale della società, Gianluca Pin.

bike-sharing-store"Vorrei premettere che a Como il servizio di bike sharing sta funzionando, con risultati positivi, tanto che nel corso del tempo è stato sempre più ampliato e questo è il primo metro di valutazione per capire se le cose vanno bene o no - specifica Pin - Detto questo, la chiusura dell'ufficio di via Volta si era ormai resa inevitabile per due motivi. Il primo è stato il riscontro decisamente inferiore alle attese rispetto all'utilizzo da parte dei cittadini e il secondo, legato al precedente, è che data la scarsa affluenza si era inevitabilmente rivelato poco utile allo sviluppo del servizio anche in relazione ai costi di mantenimento. Voglio sottolineare, però, che l'apertura di un ufficio non era per noi un obbligo, ma avevamo pensato di farlo proprio per offrire un servizio in più a chi usufruisce del servizio. Dopo 3 anni, però, la scelta di chiudere il punto non era rinviabile". Per quanto riguarda il futuro, Pin afferma che "puntiamo ad avere non più un solo punto di riferimento come prima, bensì di creare una rete diffusa tra l'appoggio ai punti di informazione turistica e altri punti vendita delle tessere". Inquadrato il momento e le prospettive di breve periodo, però, arriva un aspetto meno lieto. E cioè quello del rapporto con il Comune su una questione specifica, cruciale per il finanziamento del servizio.

bike-sharing-22sett15"Il nostro servizio si basa sull'autofinanziamento - dice il direttore commerciale di Bicincittà - Ma al di là della vendita delle tessere, da subito avevamo chiesto al Comune di Como la possibilità di installare alcuni impianti pubblicitari in città sempre per finanziare il servizio. Ebbene, a 3 anni da quella richiesta non abbiamo ancora ottenuto una risposta e dunque quell'importante fonte di introito è rimasta bloccata. Abbiamo presentato un progetto che il Comune sta vagliando da troppo tempo, creandoci qualche difficoltà. Noi continuiamo a ritenere Como una piazza strategia e soddisfacente, chiediamo però chiarezza su un punto che per noi è molto importante e per cui attendiamo risposte da 3 anni".

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