Bernasconi (Caritas): "Sui profughi la politica ha fallito. I comaschi? Aprano cuori e case"

"Io mi occupo delle mie strutture che sono al collasso, poi il compito di reperire altri spazi è della Prefettura e non interessa la Caritas. Di più non so dire". Il direttore della Caritas Diocesana di Como, Roberto Bernasconi, erige un muro di...

Oltre 100 in piazza Duomo per dire basta alle stragi in mare

"Io mi occupo delle mie strutture che sono al collasso, poi il compito di reperire altri spazi è della Prefettura e non interessa la Caritas. Di più non so dire". Il direttore della Caritas Diocesana di Como, Roberto Bernasconi, erige un muro di riservatezza sull'ipotetico allestimento di una tendopoli nel Comasco per accogliere nuovi extracomunitari. Quello che conferma, però, è che anche dal loro punto di vista la situazione è ormai giunta ben oltre il livello critico. Ma qui termina la parte "buona" dell'intervista a Bernasconi. Che poi chiede espressamente di sottolineare i passaggi successivi. Durissimi contro la politica e - pur senza nominarla - contro la Lega Nord e i partiti che più di tutti stanno scendendo in piazza contro "l'invasione".

protesta-lega-caserma-27giu15"Io posso solo dire - esordisce il direttore della Caritas - che se tutte le istituzioni dello Stato, dunque non mi riferisco a Comune di Como o Provincia che stanno facendo la propria parte, si dessero più da fare, non saremmo in queste condizioni. Invece lasciano il problema al privato sociale, cioè anche alla Caritas che si occupa di accoglienza per spirito umanitario, con soggetti che ora si trovano oberati di lavoro e persino criticati dalla politica. Una politica che invece, me lo lasci dire, non sta facendo assolutamente la sua parte. E se alcuni politici anche comaschi smettessero di andare in giro a fare manifestazioni, parlando senza riflettere, e cominciassero un po' a lavorare per quello per cui sono stati votati forse le cose andrebbero meglio. Io mi sento di attaccare una classe politica incompetente e che non muove un dito per una situazione che sta degenerando. Parlo in generale: né io né tantomeno la Caritas sta con la destra o con la sinistra. Ma chi vuole fare il politico dovrebbe prepararsi prima, ed essere conscio che certi ruolo comportano assunzioni di responsabilità che invece oggi nessuno si vuole prendere, rimpallando decisioni e responsabilità, dall'Europa ai governi nazionali. Manca una classe politica che sia responsabile e lo dico io che da un paio d'anni non riesco più a vivere la vita normale della Caritas perché siamo oberati da questa fatica immane dell'accoglienza dei migranti, che ti mette in condizioni di alzarti al mattino senza sapere cosa accadrà due ore dopo".

caserma-borgovico-palazzina-residentiC'è molta rabbia nei toni pur sempre civili di Roberto Bernasconi. Il quale poi si rivolge anche ai cittadini.

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"Cosa dico ai residenti che protestano perché arrivano i profughi vicino a casa? Dico che dovrebbero osservare anche che centinaia di cittadini che ci aiutano, spesso in silenzio e con sacrifici, ad accogliere queste persone senza paure. Perché chi ha paura non vuole guardare fuori dalla propria finestra e non vuole capire come gira il mondo. D'altro canto per capirlo non devi basarti soltanto su quello che dicono certe tv, certi giornali o certi politici in piazza". "Hai paura di questi ragazzi? Vieni a conoscerli - incalza il direttore della Caritas - Magari scopriresti che da molti paesi dell'Africa subsahariana scappano giovanissimi perché le loro terre sono state vendute alle multinazionali che sradicano le coltivazioni locali e impiantano coltivazioni diverse, magari per produrre ecocarburante. E una volta persa anche la possibilità di coltivare, si perde quella di mangiare, così si innescano i movimenti di esodo, come quelli dai paesi in guerra. In definitiva, spesso ciò che arriva noi è prodotto dalla stessa società di cui facciamo parte e che ci va bene perché abbiamo tanti privilegi".

Il finale, al netto di arrabbiature e fatiche è all'insegna della "Fede e della speranza che mi spingono a confidare nel fatto che sempre più comaschi apriranno il loro cuore e le loro case per l'accoglienza".

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