Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca

I bar della movida potranno restare aperti tutta notte

Bar, ristoranti e negozi potranno restare aperti sette giorni su sette, 24 ore su 24 a partire dal 2 gennaio 2012. E' l'effetto della liberalizzazione degli orari contenuta nella manovra finanziaria del governo Monti. Un bel guaio per i residenti...

Bar, ristoranti e negozi potranno restare aperti sette giorni su sette, 24 ore su 24 a partire dal 2 gennaio 2012. E' l'effetto della liberalizzazione degli orari contenuta nella manovra finanziaria del governo Monti. Un bel guaio per i residenti del centro storico di Como che lamentano l'eccessiva rumorosità dei clienti di alcuni locali notturni. Per contrastare il problema degli schiamazzi e della movida il sindaco di Como Stefano Bruni aveva firmato un'ordinanza per obbligare i pubblici esercizi a chiudere a mezzanotte nei giorni feriali e all'una nei week-end. Poi, però, il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso dell'associazione Confcommercio e ha annullato l'ordinanza per illegittimità. Un primo schiaffo ai "residenti" e una vittoria per i commercianti. Ora, addirittura, si apprende che il governo autorizza gli esercenti a restare aperti quando e quanto vogliono. Insomma, se un bar del centro storico volesse restare aperto fino alle 6 del mattino, potrebbe tranquillamente farlo, senza che l'amministrazione comunale possa farci nulla.

Nel bene e nel male lo scenario che si prospetta all'orizzonte a seguito della liberalizzazione degli orari ha indotto il Comune a chiedere un incontro con i rappresentanti delle associaizoni delle attività produttive che si è tenuto questa mattina. Il sindaco, l'assessore al Commercio Etta Sosio e il dirigente al Commercio Marco Fumagalli si sono incontrati con i rappresentanti delle attività produttive e commerciali al fine di intavolare un dialogo per la definizione di alcune linee guide condivise.

In effetti, oltre all'apertura dei locali notturni della movida, si pone un altro problema: la liberalizzazione riguarda anche i grandi supermercati e centri commerciali. Fino ad oggi l'apertura dei supermercati doveva rispettare un calendario definito a livello regionale. Dal 2 gennaio 2012 potranno praticare gli orari che ritengono più opportuni. Questo significa non solo che i lavoratori dipendenti potranno essere chiamati a lavorare anche in tutti i festivi e anche in orari "improbabili", ma significa anche i i piccoli negozi al dettaglio rischiano di accusare il colpo di una concorrenza ancora più pesante e spietata da parte della grande distribuzione.

"La norma è chiara e non lascia spazio a dubbi - commenta il primo cittadino Stefano Bruni - e non c'è più alcun margine di intervento da parte dei Comuni se non di fronte a problemi di natura ambientale e paesaggistica, di sicurezza e di salute pubblica. Il senso della riunione odierna è di avviare, insieme ai soggetti coinvolti, un confronto per provare a raccogliere un consenso locale su determinate iniziative, per tracciare le linee guida di una sorta di autoregolamentazione, che comunque non potrà essere imposta a nessuno. Certo questa liberalizzazione impone un cambio culturale notevole, ma non dobbiamo spaventarci perchè per certi aspetti potrà essere anche un'opportunità innovativa. Quello che dobbiamo fare è governare insieme questa fase di transizione, transizione che sarà poi regolamentata dal mercato stesso".

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