Cronaca

Bagni chiusi in via Vittorio Emanuele, Lucini legge in aula il bollettino di guerra dei vandalismi

La mozione di biasimo per il sindaco Mario Lucini presentata dal capogruppo di Adesso Como, Alessandro Rapinese, è stata bocciata come era ampiamente previsto. Ma, in attesa del progetto di riapertura annunciato dall'assessore al Patrimonio...

bagni-vittorio-emanuele-30ago15-2

La mozione di biasimo per il sindaco Mario Lucini presentata dal capogruppo di Adesso Como, Alessandro Rapinese, è stata bocciata come era ampiamente previsto. Ma, in attesa del progetto di riapertura annunciato dall'assessore al Patrimonio Marcello Iantorno (ne abbiamo parlato qui), ieri sera in consiglio comunale si è discusso a lungo sui servizi igienici chiusi da 4 mesi nei giardini pubblici di via Vittorio Emanuele. Polemiche a parte, ha tenuto banco il duello a distanza tra i due

principali contendenti, ossia il primo cittadino e lo stesso Rapinese. Il sindaco Lucini nel suo primo discoraso al consiglio comunaleLucini, in realtà, si è limitato a fornire i dati per molti versi impressionanti sulla lunghissima serie di vandalismi che ha colpito i bagni pubblici di via Vittorio Emanuele, per dimostrare che anche l'attuale chiusura prolungata non è frutto di disattenzione ma determinata dai continui interventi di manutenzione sempre vanificati dagli incivili di turno.

"Per quanto riguarda i servizi pubblici in città - ha premesso il sindaco - sono stati ripristinati e funzionano con sorveglianza quelli di piazza Vittoria e di piazza Matteotti oltre a quelli riaperti a Villa Olmo". Poi ecco l'elenco di incredibile accanimento sulla struttura del parchetto a due passi da Palazzo Cernezzi: "Nel settembre 2012 sono stati intasati e quindi ripristinati con 400 euro, nel dicembre 2012 otturati e sistemati con 386 euro, nel marzo 2013 abbiamo speso 661 euro in seguito ad atto vandalico sui servizi, ancora a marzo 2013 un altro atto vandalico è costato 310 euro e sempre a marzo 2013 sono stati danneggiati il sistema elettrico e il lavabo per una spesa di 583 euro, nel marzo altri atti vandalici sulla porta in ferro e sul maniglione antipanico per 554 euro, a giugno 2014 sono stati computi atti vandalici ai servizi, alle cassette, ai pulsanti rossi, al quadro elettrico e alla chiusura delle porte per un totale di 2.264 euro, nel bilancio 2013 per la riqualificazione abbiamo impegnato 3.600 euro per un totale fino a quel momento di 8.206 euro. Ora i bagni sogno chiusi perché il maniglione per i disabili è stato divelto, il quadro elettrico bruciato, le placche di copertura rotte per un totale di 6mila euro di danni".

A fronte di questo autentico bollettino di guerra, comunque, Rapinese ha attaccato lo stesso sindaco e giunta: "Queste cifre non tolgono la responsabilità - ha affermato - Avete speso 400mila per il ghiaetto di piazza De Gasperi, 1,1 milioni per il ristorante di Vila Olmo, 700mila euro per piazza Volta che va benissimo così togliendo pure altri posti auto, 23mila per lo studio sulla chiusura del lungolago, 25mila euro per un logo della città, altri soldi per le consulenze per le paratie e pediamo 500mila euro di incasso in piazza Roma (dove prima della Ztl c'erano i posti blu a pagamento, ndr). Si sperperano così i soldi pubblici ma non si spendono per ridare un bagno pubblico ai bambini e ai loro genitori che pagano le tasse per averlo funzionante".

Gallery

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Bagni chiusi in via Vittorio Emanuele, Lucini legge in aula il bollettino di guerra dei vandalismi

QuiComo è in caricamento