Cronaca

Auto rubate ritrovate al Sant'Anna: fermati i ricettatori

Lo scorso 24 giugno è stato denunciato il furto di sei auto avvenuto a Carimate, tutte di grossa cilindrata, che sono state poi ritrovate domenica al parcheggio dell'ospedale Sant'Anna. I carabinieri di Cantù che hanno raccolto la denuncia hanno...

Lo scorso 24 giugno è stato denunciato il furto di sei auto avvenuto a Carimate, tutte di grossa cilindrata, che sono state poi ritrovate domenica al parcheggio dell'ospedale Sant'Anna. I carabinieri di Cantù che hanno raccolto la denuncia hanno avviato le indagini alla ricerca degli autori del furto chiudendo il territorio in una fitta maglia di controlli a tappeto, e ieri sera la pattuglia della Radiomobile di Cantù, impegnata in un servizio di pattugliamento del territorio, a Villa Guardia ha individuato e tratto in fermo i due ricettatori delle sei autovetture rubate.

I militari, infatti, durante un posto di controllo, hanno intimato l'alt a un'auto che sopraggiungeva in loro direzione. La macchina, un'Alfa 156, si è fermata e i carabinieri hanno proceduto al normale controllo. Sia l'autista 22enne italiano di origini cubane sia il passeggero 25enne ungherese, sono risultati avere precedenti per reati contro il patrimonio. I carabinieri hanno proceduto a un controllo approfondito dell'autovettura trovando da subito in macchina due chiavi di due macchine di grossa cilindrata di cui i due ragazzi non sono riusciti a dare una convincente spiegazione ai militari.

Addosso ai due malviventi sono state ritrovate le altre quattro chiavi delle macchine. I due giovani sono stati portati in caserma a Cantù per accertamenti, mentre le sei chiavi sono state utilizzate per tentare di aprire e di accendere le sei macchine rinvenute al parcheggio del Sant'Anna. Erano effettivamente le chiavi di quelle macchine. I militari di Cantù hanno, pertanto, tratto in fermo di polizia giudiziaria i due giovani con l'accusa di ricettazione aggravata. I due, G.C. Y.E. e D.L., sono pregiudicati per furti e ricettazioni e in Italia non hanno una dimora fissa. Vista la loro pericolosità sociale i due soggetti sono stati fermati e accompagnati al carcere Bassone di Como dove restano a disposizione dell'autorità giudiziaria.

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