Cronaca

Atti, soldi, parole: perché Regione Lombardia non può chiamarsi fuori dal pasticcio paratie

Se - purtroppo - è vero che in politica ormai vale quasi tutto e il suo contrario, la sfortuna dei protagonisti della scena è che i documenti conservano la memoria. E dunque è forse opportuno precisare che la ripetuta, insistita, rivendicata presa...

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Se - purtroppo - è vero che in politica ormai vale quasi tutto e il suo contrario, la sfortuna dei protagonisti della scena è che i documenti conservano la memoria. E dunque è forse opportuno precisare che la ripetuta, insistita, rivendicata presa di distanze della Regione Lombardia sulla vicenda paratie-lungolago di Como, ora che la bufera giudiziaria rischia di travolgere tutto e tutti a ogni livello, è basata sul nulla. Anzi, su piroette vere e proprie.

E se ancora servissero prove a sostengo del totale coinvolgimento tecnico della Regione nella redazione del progetto oggi disconosciuto e sotto indagine, basta ricordare che il 19 dicembre 2014 la giunta regionale approvò formalmente l'ulteriore finanziamento per il progetto paratie per 1,8 milioni, la somma necessaria per finanziare anche gli arredi finali del futuro lungolago che poi trovarono l'ok anche in sede di Conferenza dei servizi con Provincia e Soprintendenza.

Insomma, per tornare al principio, va bene che in politica vale tutto. Ma forse non proprio tutto-tutto.

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