Arrivano le telecamere nei corridoi: il Comune di Como si blinda contro furti (e furbetti)

Dopo la serie di furti avvenuti in alcuni uffici del Comune di Como (articoli qui e qui)- e a pochi giorni dal clamoroso caso dei dipendenti che timbravano e andavano a bere il caffè - l'amministrazione ha deciso di aumentare pesantemente la...

mini telecamera

Una blindatura a suon di sofisticatissimi occhi elettronici capaci di registrare e immagazzinare i dati, dunque, che per l'evidente delicatezza della materia è stata anche oggetto, il 3 novembre scorso, di un confronto con i sindacati. Ne è nato un accordo scritto che di fatto disciplina l'utilizzo delle telecamere e dei dati ricavati in conformità sia con l'articolo di legge che prevede che "gli impianti audiovisivi e gli altri strumenti dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori possono essere impiegati esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale”; sia con il Provvedimento in materia di videosorveglianza del Garante della Privacy dell’8 aprile 2010, nel quale sono dettagliati le possibilità e limiti di utilizzo di un tale apparato di sorveglianza.

Per la fornitura delle mini telecamere fisse da posizionare all'interno del Municipio, oltre alla riattivazione di altre 3 telecamere preesitenti e all'installazione dei 3 videocitofoni, è stata avviata una procedura pubblica del valore di 17mila euro curata dal dirigente del Settore Sistemi Informativi e Controllo di Gestione, Giovanni Fazio.

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