Arresti non solo per le paratie: c'è anche piazza Volta. Parla la Procura

Un vero e proprio terremoto ha scosso le fondamenta del Comune di Como. Una scossa violenta che sembra stia facendo traballare l'intera giunta del sindaco Mario Lucini, nei confronti del quale pioveranno molte richieste di dimissioni. Intanto...

 

Un vero e proprio terremoto ha scosso le fondamenta del Comune di Como. Una scossa violenta che sembra stia facendo traballare l'intera giunta del sindaco Mario Lucini, nei confronti del quale pioveranno molte richieste di dimissioni. Intanto, però, la Procura della Repubblica di Como ha reso noti tutti i dettagli dell'inchiesta "Mimose" che ha condotto agli arresti di questa mattina effettuati dalla Guardia di Finanza. Nicola Piacente, Procuratore della Repubblica di Como, nel corso di un'affollatissima conferenza stampa convocata in mattinata in tribunale (c'erano tutte le testate ed emittenti nazionali) ha voluto sottolineare che "la Procura ha effettuato indagini su presunti reati commessi e la sua attività non intende affatto dare indicazioni su come l'amministrazione comunale debba comportarsi in futuro, e non intende, quindi fornire indicazioni su possibili soluzioni". Certo è che il Comune avrebbe dovuto, forse, cogliere nella relazione dell'Autorità per l'Anticorruzione, l'occasione per rivedere il modo di portare avanti il discorso amministrativo e burocratico delle paratie. L'Anac, infatti, ha contestato, ormai un anno fa, numerose criticità al Comune, ma come ha spiegato il pm Pasquale Addesso "il Comune da allora è stato fermo, anzi (è una delle ipotesi di accusa, ndr) avrebbe ostacolato l'organismo di vigilanza".

Ci sono poi alcuni aspetti che riguardano l'inchiesta e le motivazioni degli arresti che nulla hanno a che fare con il cantiere del lungolago ma che come è stato spiegato oggi in Procura "sono emersi in occasione di intercettazioni effettuate nell'ambito dell'inchiesta sulle paratie". Una di queste è la vicenda che vede implicati (e accusati) il dirigente Pietro Gilardoni e l'architetto Roberto Ferrario (entrambi colpiti da custodia cautelare in carcere): l'ipotesi della Procura è la corruzione, cioè Gilardoni avrebbe avuto un incarico da collaudatore da 14mila euro (e 4mila euro pagati a mezzo bonifico) per agevolare l'allargamento di una strada non per fini pubblici ma per fini privati (consentire alcuni lavori in una proprietà privata di Salita Peltrera a Como).

C'è poi un'altra vicenda che non c'entra con le paratie. Gilardoni avrebbe rivelato informazioni su un bando per la riqualificazione del comparto di piazza Volta alla ditta Foti che sarebbe così riuscita ad aggiudicarsi un subappalto: l'ipotesi è la turbativa d'asta e la rivelazione di segreti d'ufficio.

Sempre a carico di Gilardoni c'è l'accusa di "turbativa d’asta per aver colluso l’esito della gara pubblica per l’affidamento del “Servizio di progettazione definitiva-esecutiva specialistica di natura idraulica e fognaria nell'ambito della redazione del progetto finalizzato alla "realizzazione della fognatura Sant'Agostino e zona Lungo Lago” con l'ingegnere Virgilio Anselmo titolare dello studio Anselmo Associati, attraverso la predisposizione congiunta del bando di gara, concordando con lo stesso Anselmo la somma da indicare nella offerta al ribasso (avanzata dall’Anselmo) in tal modo consentendogli di aggiudicarsi la gara pubblicata sulla piattaforma regionale SINTEL il 18 dicembre 2015".

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