Cronaca

Arresti per il fallimento del Calcio Como 1907

All'alba la Guardia di Finanza fa scattare le manette

Al via da questa mattina, nell’ambito di una complessa ed articolata indagine diretta dalla Procura della Repubblica di Como, l'operazione di polizia giudiziaria condotta dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Como nell’ambito delle indagini riferite al fallimento della società sportiva Calcio Como Srl. Gli uomini della Guardia di Finanza impegnati nell'operazione hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare e perquisizioni. Agli arresti domiciliari sono finiti l'ex presidente Pietro Porro e l'ex vice-presidente Flavio Foti, per entrambi le ipotesi di reato per le quali sono indagati è sono, per la precisione, quelle di bancarotta per distrazione e dissipazione e bancarotta preferenziale.

Le accuse

I due indagati sono anche accusati di avere utilizzato per gli anni di imposta 2013, 2014, 2015 cinque fatture emesse dalla controllante S3C SRL a fronte di operazioni inesistenti (quali pagamento di royalties e di prestazioni professionali) indicandole nelle dichiarazioni ai fini delle imposte dirette ed IVA. Gli arresti odierni seguono il sequestro preventivo risalente ad aprile 2017 del Centro Sportivo Mario Beretta a Orsenigo, ritenuto essere il provento nonché il profitto del reato di bancarotta per distrazione e dissipazione.
I due indagati sono accusati, inoltre, di avere aggravato lo stato di insolvenza della Calcio Como Srl, per dirla con le parole della Procura, anche attraverso "la protrazione dell’attività della società dopo aver azzerato il patrimonio sociale ed omettendo di adottare i provvedimenti di ripianamento delle perdite, ricapitalizzazione della società o liquidazione della stessa, nonostante la sussistenza di uno stato di insolvenza conclamato e di una situazione debitoria complessivamente non inferiore a 6.507.538,98". Viene contestato inoltre anche "il sistematico inadempimento delle obbligazioni erariali (IVA, INPS etc.) per un importo complessivo pari ad 1.135.000 euro".

Le indagini

L'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari in base a varie fonti di
prova acquisite nel corso delle indagini, per esempio intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti, perquisizioni e sequestri. La Procura ha tenuto a sottolineare che "in questa fase procedimentale, diretta alla acquisizione di ulteriori prove" vale per tutte le persone coinvolte "il principio di presunzione di innocenza, ai sensi dell’articolo 27 della Costituzione".

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