Cronaca

Area Bassone, il Comune rischia di pagare un risarcimento di oltre 2 milioni

O il Comune autorizza l'edificazione di un grosso complesso residenziale nell'area Bassone, o potrebbe trovarsi a pagare milioni di risarcimento danni ad Argent Srl, società proprietaria dell'area. L'amministrazione comunale è arrivata a questo...

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O il Comune autorizza l'edificazione di un grosso complesso residenziale nell'area Bassone, o potrebbe trovarsi a pagare milioni di risarcimento danni ad Argent Srl, società proprietaria dell'area. L'amministrazione comunale è arrivata a questo bivio dopo quasi 20 anni di vicende amministrative e giudiziarie intercorse tra il privato e Palazzo Cernezzi. Proviamo a fare un po' di chiarezza e sintesi. Nel 1991 la Motta Srl (poi diventata Argent Srl) propone un piano di lottizzazione industriale che viene però respinto dall'amministrazione comunale. Iniziano allora, a fine 1993 le vicende giudiziarie con ricorso al Tar da parte della società. Da lì in avanti è un susseguirsi di ricorsi e appelli che passano dal Consiglio di Stato, poi ancora dal Tar. Nel frattempo la proprietà è diventata di Argent che oggi è in attesa di una sentenza definitiva, prevista a maggio, che potrebbe darle ragione e condannare il Comune di Como a un risarcimento. Intanto ha presentato un piano attuativo per la realizzazione di un complesso residenziale di 186 unità abitative per un totlae di quasi 400 nuovi abitanti previsti sull'area Bassone. Insomma, non si tratterebbe più di un piano di lottizzazione industriale, ma di un piano attuativo vero e proprio (vedi foto). Ed è qui che il Comune si trova davanti al bivio. Vediamo il perché.

In data 3 febbraio Argent scrive al Comune dicendosi disposta "notificare e depositare atto di rinuncia al ricorso accolto con sentenza del Tar per la Lombardia, Milano n. 1409/1999" e, tra le altre cose "a non far eseguire forzatamente la sentenza del Tar Lombardia, Milano n. 7696/2001 di condanna del Comune di Como al pagamento del risarcimento dei danni a favore di Argent". In poche parole Argent non pretenderà eventuali risarcimenti a patto che il suo piano attuativo veda "l'adozione da parte del consiglio comunale" "entro e non oltre la data ultima del 14 marzo 2011".

La commissione urbanistica si è quindi riunita oggi pomeriggio per acquisire elementi utili a valutare il modo in cui votare il piano attuativo. Il presidente della commissione urbanistica, Mario Lucini (PD) è scettico sulla possibilità che possa essere approvata un piano attuativo di questo tipo dal momento che l'amministrazione si trova in una fase transitoria di passaggio tra Piano Regolatore e Piano di Governo del Territorio. Secondo il consigliere comunale Alessandro Rapinese la lettera di Argent pone l'amministrazione per così dire sotto "ricatto".

Il fatto è che gli avvocati del Comune, Antonietta Marciano e Ernesto Lanni, hanno dato per assai probabile una sentenza a sfavore dell'amministrazione. "Siccome questo piano attuativo lo avremmo portato in discussione lo stesso in consiglio, anche se Argent non ci avesse inviato la lettera - ha spiegato il sindaco Stefano Bruni - ci è sembrata un'occasione da cogliere per evitare di dovere pagare un eventuale risarcimento che non è quantificato".

A dire il vero qualche voce sull'entità del risarcimento sta circolando. E' stato il commissario Giampiero Ajani (Lega Nord) a parlare di "tra i 2 milioni e 300mila e i 2 milioni e mezzo di euro". Non ha reso noto la fonte di tale stima ma ha chiesto conferma. Nessuno, né il sindaco né gli avvocati ha smentito nettamente. Lanni si è limitato a dire che non ha notizie dell'entità dell'eventuale risarcimento.

186 per 380

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