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Appalto scaduto: sgomberato nella notte (non senza proteste) il centro d'accoglienza per minori di Tavernola

Appalto scaduto: sgomberato nella notte (non senza proteste) il centro d'accoglienza per minori di Tavernola

Appalto scaduto: sgomberato nella notte (non senza proteste) il centro d'accoglienza per minori di Tavernola

Forze dell'ordine e dirigenti comunali hanno presenziato allo sgombero avvenuto nella notte dei locali di via Vertua Gentile a Como (zona Tavernola) dove ha sede il centro d'accoglienza per minori stranieri non accompagnati. Secondo quanto...

Forze dell'ordine e dirigenti comunali hanno presenziato allo sgombero avvenuto nella notte dei locali di via Vertua Gentile a Como (zona Tavernola) dove ha sede il centro d'accoglienza per minori stranieri non accompagnati. Secondo quanto ricostruito intorno alle 13 di ieri la cooperativa Il Biancospino ha ricevuto dall'amministrazione comunale l'avviso di scadenza dell'appalto. Nella notte è stato organizzato lo sgombero e i minori stranieri ospitati nel centro - circa una ventina - sono stati prelevati e portati in altre strutture.

La vicenda è destinata a suscitare non poche polemiche. Il presidente de Il Biancospino, Michele Borzatta (nella foto), ha dichiarato infatti di non comprendere i motivi per i quali il Comune abbia negato una proroga alla cooperativa che gestiva da cinque anni il centro: "Verbalmente ci era stato detto che era probabile una proroga, poi alle 13 di oggi (ieri, ndr) ci è stato comunicato che avremmo dovuto abbandonare i locali. Non si può gestire una cosa del genere in una giornata". Borzatta fa notare anche che "da domani circa quindici persone che lavorano per la cooperativa resteranno senza lavoro". Benché intorno alle 23 tutti i minorenni ospiti del centro fossero già stati trasferiti, Borzatta ha voluto attendere mezzanotte prima di consegnare le chiavi della struttura alla dirigente dei Servizi sociali del Comune di Como.

Nella serata di ieri non è stato possibile raggiungere telefonicamente nessun dirigente del Comune (erano presenti allo sgombero l'avvocato dell'amministrazione comunale, Antonietta Marciano, e la dirigente Franca Gualdoni), tanto meno l'assessore ai Servizi sociali Bruno Magatti.

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