Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

Allarme per un 21enne comasco scomparso in montagna: salvato all'alba

Un ragazzo di 21 anni di Stazzona (in provincia di Como) non è rientrato da un’escursione in montagna. Nella notte i famigliari hanno lanciato l'allarme. Il giovane aveva deciso di percorrere il sentiero Bonatti, che parte da Dubino e raggiunge il...

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Un ragazzo di 21 anni di Stazzona (in provincia di Como) non è rientrato da un'escursione in montagna. Nella notte i famigliari hanno lanciato l'allarme. Il giovane aveva deciso di percorrere il sentiero Bonatti, che parte da Dubino e raggiunge il rifugio Omio (in Valmasino), per poi scendere ai Bagni di Masino. I familiari hanno atteso ma poi, allarmati per il mancato rientro e perché non era raggiungibile con il telefonino, hanno pensato di chiamare il 118. Il giovane, ben equipaggiato, aveva con sé anche viveri di riserva. Dopo avere pernottato al bivacco Primalpia, sul versante sinistro della Valle dei Ratti, è partito per scendere a valle ma si è ritrovato in un canale, completamente innevato, sotto il Passo del Calvo. Subito dopo l'allertamento sono uscite le squadre del SAGF - Guardia di Finanza con i vigili del fuoco, che mentre salivano hanno individuato una luce, a circa 2800 metri di quota. montagna-valmasino-nov16-2Dopo le autorizzazioni necessarie, è intervenuta la Rega - Guardia aerea svizzera di soccorso, che può svolgere interventi in notturna. Con le indicazioni fornite dai soccorritori, il mezzo in poco tempo ha raggiunto il ragazzo, che è stato issato a bordo con il gancio baricentrico e riportato a valle illeso. La localizzazione è stata resa possibile anche perché durante il giorno il ragazzo aveva incontrato un gruppo di escursionisti, tra i quali c'erano alcuni tecnici del CNSAS, e avevano avuto una breve conversazione sul percorso che intendeva fare e sulle condizioni del terreno in zona.

I Centro nazionale di soccorso alpino e speleologico ci tiene a raccomandare: Quando si va in montagna, è sempre consigliato lasciare indicazioni precise sul proprio itinerario a casa, presso rifugi e bivacchi e anche ad avventori occasionali, perché questo può facilitare le ricerche. In diverse zone di montagna infatti la copertura del telefono non è presente, oppure capita che dopo diverse ore il dispositivo non abbia più carica e quindi ogni comunicazione con questo mezzo diventa impossibile. Meno si telefona, più energia si risparmia e questo comportamento può essere determinante per una richiesta d'aiuto.

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