Cronaca

Acsm-A2A, la maggioranza esplode ancora: nuovo documento condiviso opposizione-ribelli

Nel momento in cui qualcosa come 5 consiglieri di maggioranza votano assieme all'opposizione contro una delibera ritenuta essenziale dalla giunta, è difficile pensare che possano accadere terremoti peggiori per una coalizione di governo. E invece...

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Il tema è sempre quello della possibile vendita di Acsm Agam, come detto ritenuto vitale per l'esecutivo Lucini, per il Pd, per Como Civica e segnatamente per l'assessore Savina Marelli, tanto che la giunta ha inserito anche nel documento di programmazione allegato al bilancio il perseguimento dell'obiettivo già fallito 15 giorni fa. Tanto è bastato per raccogliere nuovamente attorno allo stesso no incondizionato l'asse trasversale che stroncò la delibera a fine aprile, con un atto politico che chiedendo di stralciare ogni riferimento alla questione - pur consequenziale in termini logici rispetto all'esito della famosa seduta - ribadisce una frattura profondissima nella coalizione alla guida di Palazzo Cernezzi. Per di più considerando che anche dopo la bocciatura dell'operazione con Acsm-A2A, tutti i principali esponenti di giunta e maggioranza, da Marelli a Lucini, dai vertici del Pd a quelli di Como Civica, ribadirono l'assoluta convinzione di aver perso un'occasione storica e lasciarono intendere che la partita non fosse comunque da ritenersi chiusa.

Ora, quasi a rimarcare ancora una volta il fossato che li divide dagli "stati maggiori" del centrosinistra - e mentre per i dem Favara e Grieco il partito parla apertamente di cacciata - gli stessi cinque consiglieri di centrosinistra non hanno avuto alcuna remora a reiterare il muro contro eventuali operazioni simili. Una scelta logica, come si diceva, visto che Nessi, Grossi, Cariboni, Grieco e Favara hanno già votato contro in consiglio comunale, ma è impossibile non cogliere anche il senso quasi di sfida che proviene dai cinque nel ribadire così fermamente la posizione attraverso un nuovo asse diretto con l'opposizione.

laura-bordoli-22giu15Quasi sorpresa per la naturale convergenza di una così ampia fetta di maggioranza sul proprio emendamento, ma perfettamente conscia dell'enorme peso politico della mossa, Laura Bordoli, mantiene comunque toni moderati: "Per certi versi è del tutto coerente che, dopo essersi già espressi in maniera contraria in aula, i cinque consiglieri di centrosinistra abbiano firmato il mio emendamento ma ovviamente non mi sfugge il valore anche politico della situazione. Vorrei però che il messaggio centrale fosse un altro, cioè quello dell'evidente richiesta trasversale diretta a una giunta già in fortissima difficoltà perché la smetta di riproporre operazioni di questo genere, peraltro già bocciate, dedicandosi piuttosto all'enormità di problemi che sta lasciando sulle spalle di chiunque verrà dopo".

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