Cronaca

A Como case vacanze non autorizzate: 4 multe (da 4mila euro l'una)

Il boom delle case vacanze e dei bed & breakfast ha suscitato l'attenzione di chi ha il compito di controllare che tutto si svolga secondo le regole. Negli ultimi due o tre anni l'aumento dei privati che hanno deciso di destinare le loro prime o...

Ispezioni sugli impianti di riscaldamento: estratte a sorte 1.350 case di Como da controllare

Il boom delle case vacanze e dei bed & breakfast ha suscitato l'attenzione di chi ha il compito di controllare che tutto si svolga secondo le regole. Negli ultimi due o tre anni l'aumento dei privati che hanno deciso di destinare le loro prime o seconde case all'attività ricettiva è stato esponenziale anche e sopratutto a Como dove il turismo, sebbene sia concentrato prevalentemente tra la primavera e la fine dell'estate, vede flussi di arrivi e presenze notevoli anche in autunno e inverno.

La polizia locale di Como ha proceduto, dunque, ad effettuare una serie di controlli e ha individuato finora quattro strutture non autorizzate. Infatti, se da una parte la legislazione nazionale e regionale garantisce una serie di agevolazioni per i privati che mettono a frutto la loro casa con l'attività ricettiva, dall'altra sono richiesti determinati adempimenti. Le attività ricettive non alberghiere possono essere avviate previa segnalazione certificata corredata dalla documentazione tecnica da trasmettere al Comune di Como attraverso il portale "Impresa in un giorno" in caso di attività svolta in forma imprenditoriale o in ogni caso attraverso lo Sportello unico delle attività produttive in caso di attività svolte in modalità non imprenditoriale. Le case e appartamenti per vacanze si differenziano poiché possono essere avviate previa comunicazione al Comune di Como e non tramite Scia. Novità di questa legge è la previsione di una specifica sanzione da applicare anche nella sola ipotesi in cui l'attività sia pubblicizzata on line senza aver trasmesso preventivamente la Scia o la comunicazione. Ad oggi sono 4 gli appartamenti per i quali si è accertato il non regolare svolgimento dell'attività e i per i quali la Polizia Locale ha elevato sanzioni amministrative pari a 4mila euro a carico di ciascuna attività. Il controllo ha riguardato anche i tributi locali (tassa di soggiorno, tassa sui rifiuti solidi urbani, Imu) e la comunicazione all'autorità di pubblica sicurezza dei nominativi degli alloggiati così come previsto dalla normativa nazionale.

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