Mercoledì, 16 Giugno 2021

25 Aprile a Como, polemica per il nome del museo di Dongo

"Io non so se l'intenzione ultima sia stata quella di creare una piccola Predappio a fini turistici. So per certo che l'Anpi e l'associazione del museo, deliberatamente estromesse, continueranno a lottare affinché il museo torni alla vecchia...

"Io non so se l'intenzione ultima sia stata quella di creare una piccola Predappio a fini turistici. So per certo che l'Anpi e l'associazione del museo, deliberatamente estromesse, continueranno a lottare affinché il museo torni alla vecchia denominazione. Noi siamo tra quelli che non si vergognano del nome Resistenza". Questo uno dei passaggi dell'intervento del presidente provinciale dell'Anpi di Como, Guglielmo Invernizzi, durante la cerimonia di celebrazione del 25 Aprile che si è svolta oggi davanti al monumento alla Resistenza Europea sul Lungolago Mafalda di Savoia a Como. "Con motivazioni di marketing - ha detto inoltre Invernizzi - e per presunta inflazione del termine Resistenza e dei musei a lei dedicati si è voluto rinominare il museo di Dongo intitolandolo alla fine della guerra, con una evidente storpiatura storica e inserendo il nome di Mussolini perché quello sì che porta gente". Alle parole del presidente provinciale dell'Anpi è seguito un applauso di parte del pubblico. Invernizzi ha poi ricordato numerosi episodi di sfregio e spregio nei confronti dell'associazione dei partigiani comasca e di alcuni simboli della Reistenza cittadini nel corso degli ultimi anni: "Da parte delle forze dell'ordine non sono mai seguite denunce d'ufficio sebbene siano previste per legge".

Alla giornata del 25 Aprile sul lungolago hanno partecipato circa 300 persone. Sul palco prima di Invernizzi ha parlato il sindaco di Como, Mario Lucini, alla presenza di questore, prefetto e rappresentanti di istituzioni provinciali e militari. Il sindaco che ha voluto ricordare alcuni momenti significativi (nella loro drammaticità) della storia della Seconda Guerra Mondiale che hanno condotto, attraverso il sacrificio di tante persone, alla Liberazione d'Italia.

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In particolare Lucini ha ricordato alcune uccisioni di massa avvenute sull'Appennino Tosco Emiliano nell'agosto-settembre del 1944. Il primo cittadino, poi ha voluto sottolineare che anche Como ha vissuto drammatici momenti. Momenti che ancora oggi sono ricordati da Ines Figini, ex operaia della tintostamperia Ticosa, deportata a Birkenau e ad Auschwitz.

Al termine degli interventi la tromba è stata deposta la tradizionale corona d'allora sul Monumento alla Resistenza Europe e la tromba ha intonato il Silenzio Militare. La cerimonia si è conclusa con l'Inno Nazionale.
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