Domenica, 17 Ottobre 2021
Maurizio Pratelli

Opinioni

Maurizio Pratelli

Collaboratore QuiComo

Odissea a Malpensa, lo sciopero caricato sulle spalle dei cittadini

Passeggeri ostaggio al gate per 9 ore e poi abbandonati in albergo

Sia chiaro, il diritto di sciopero è un diritto sacrosanto per tutti i lavoratori. Tuttavia non dovrebbe mai trasformarsi un una vera e propria trappola per i cittadini. Veniamo al caso specifico - che riguarda lo sciopero dei voli indetto per la giornata di ieri - raccontando un caso eclatante. Una vera e propria odissea che ha coinvolto centinaia di passeggeri in partenza da Malpensa. Un episodio significativo tra i tanti disagi - che di fatto hanno comportato ritardi e cancellazioni di centinaia di voli - causati dall'agitazione indetta dai sindacati di categoria. 

Venerdì 24 settembre, alle 10 di mattina, una comunicazione di Easy Jet informa che il volo previsto per le 13.20 da Malpensa per Catania è stato annullato. L'app della compagnia low cost offre la possibilità di riprogrammare il volo alle 14.40. Una volta effettuata la nuova prenotazione, nessuna nuova comunicazione fino al gate, dove i display alle 13 indicano la partenza del volo ancora in perfetto orario, mentre molti altri sono già stati cancellati.

volo 3-2

E qui ha inizio l'odissea che si protrae per 9 ore al gate, per poi proseguire fuori dall'aeroporto di Milano Malpensa fino al giorno dopo. Di ora in ora il volo per Catania viene ritardato senza dare ulteriori comunicazioni ai passeggeri, pronti dalle 13.30 per imbarcarsi sul volo Easy Jet. Intorno alle 16.30 gli addetti al gate informano i passeggeri di non avere notizie dalla compagnia - il cui personale ha aderito allo sciopero - ma che il volo non è stato annullato. Offrono intanto delle carte travelwelfare per bere o mangiare qualcosa, carte che nella stragrande maggioranza vengono rifiutate degli esercizi presenti in quella zona dello scalo.

Nel frattempo arrivano al gate anche i passeggeri del volo successivo per Catania, quello delle 17.30. A quel punto, mentre sono presenti anche quelli in partenza per Alghero, l'assembramento al gate, con tre tratte bloccate, è quanto mai evidente. Appare così un responsabile dell'aeroporto, il quale cerca di placare gli animi comunicando di essersi fatto portavoce presso Easy Jet affinché la compagnia garantisse almeno la partenza dei voli programmati al gate A29.

Intorno alle 18 il volo per Alghero viene cancellato e i passeggeri escono dal gate correndo in cerca di una nuova soluzione. Rimangono invece ancora programmati per la partenza i due voli per Catania, il primo ha già accumulato 4 ore di ritardo. Intanto gli addetti, presi d'assalto, offrono le risposte più fantasiose, compresa quella che starebbero verificando la presenza dell'equipaggio del volo sotto l'aereo. Nessuna certezza, se non quella che il volo è nuovamente ritardato: partenza prevista alle 19.30. Stessa sorte per il volo accanto. A chi ha problemi con il green pass e la scadenza del tampone, viene malamente risposto da un responsabile dello scalo che avrebbe dovuto vaccinarsi contro il covid.

Tra nervosismo e disperazione, tra beffa e farsa, il volo viene rischedulato nuovamente per le 20.30. La tensione sale, ma con oltre 5 ore di ritardo c'è anche chi applaude al fatto che a questo punto scattano in automatico i rimborsi da richiedere alla compagnia: compensazione pecuniaria. Tuttavia il problema rimane: i passeggeri sono in ostaggio di un volo che non viene cancellato ma nemmeno decolla. Alle 21.30, dopo 8 ore di estenuante attesa al gate, arriva la sentenza, annunciata ancora dal responsabile dello scalo: entrambi i voli per Catania sono stati cancellati. 

volo 2-2

I passeggeri vengono così informati che possono tornare a casa o essere accompagnati in albergo, a spese delle compagnia, perché i voli Easy Jet per Catania saranno riprogrammati per il giorno seguente. Ovviamente tutti chiedono un'orario ma la risposta non c'è. Verranno comunicati successivamente. La rabbia diventa quasi incontenibile ma mai violenta, vincono rassegnazione e stanchezza. Una lunga fila di passeggeri esausti viene scortata fino all'uscita dell'aeroporto da un'addetta al gate. Poco dopo le 22 due pullman accompagnano gli sventurati in albergo con questa indicazione: "Riceverete comunicazione sulla riprogrammazione dei voli entro domani mattina".

In realtà, un volta consegnati negli Hotel, i passeggeri vengono abbandonato a se stessi da Easy Jet. Tralasciando una frugale cena fornita in stanza alle 24, nessuna comunicazione arriva dalla compagnia in merito ai voli promessi la sera precedente allo scalo. Nella hall dell'hotel regna lo sbigottimento, in molti raccontano di come un fatto del genere non abbia precedenti nelle loro esperienze di frequent flyer. Nonostante tutto c'è ancora chi è convinto che verrà riaccompagnato presto a Malpensa dalla compagnia, ma ovviamente non succederà. 

Ogni passeggero deve di fatto arrangiarsi da solo: qualcuno prenota un altro volo - con Easy Jet non è stato possibile prima delle 17.30 o delle 20.40 - qualcuno rinuncia definitivamente a partire, qualcuno opta  per altri operatori. In molti però, meno esperti e ancora speranzosi, non sanno ancora cosa fare. Di sicuro dall'albergo ci si muove solo pagando di tasca propria un taxi o un pullman che riporti ognuno almeno in aeroporto. Liberi tutti, fine dell'incubo, ma non dei problemi e dei danni, non solo economici, per i quasi 400 passeggeri ostaggio di uno sciopero ma soprattutto delle conseguenze dovute alla sua gestione da parte di Easy Jet. 

Lo dico ancora, lo sciopero è un diritto di tutti i lavoratori. Ma anche quello di non finire "sequestrati" in aeroporto è un diritto sacrosanto di tutti i cittadini. 

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