Villa Olmo e musei civici chiusi: "Chilometro dell'incoscienza" turistica?

Il bel tempo, un lungo ponte, una città presa d'assalto dai turisti, ma soprattutto la festa di Villa del Grumello aperta per celebrare il percorso del "Chilometro della Conoscenza" che prende il via proprio da Villa Olmo, ieri...

Como, oggi da Villa Olmo parte il wi-fi gratis. Ecco le zone raggiunte

Il bel tempo, un lungo ponte, una città presa d'assalto dai turisti, ma soprattutto la festa di Villa del Grumello aperta per celebrare il percorso del "Chilometro della Conoscenza" che prende il via proprio da Villa Olmo, ieri inspiegabilmente chiusa al pubblico. La questione, sollevata da Marco Butti, consigliere di minoranza di Fratelli d'Italia, diventa ancora più calda se a questo problema si aggiunge, nel giorno del 1° novembre, anche la chiusura dei musei civici- Tempio Voltiano escluso, anche se dal sito visitcomo.eu si capiva esattamente il contrario - come preannunciato da Palazzo Cernezzi.

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Hai voglia a parlare di "Lake Como Experience" o a candidarti a Capitale della Cultura se poi, anche in un giorno così sensibile dal punto di vista turistico, alcuni siti culturali della città rimangono chiusi per questioni legate alla gestione del personale, così si è giustificato l'assessore alla Cultura Luigi Cavadini. Il problema di una città che viaggia con i fari spenti, ne avevamo scritto in questo articolo, è sempre lo stesso: senza visioni non vi va da nessuna parte. E se non si capisce una volta per tutte quali sono le vere risorse di Como, a nulla servono spot che nascono già morti, senza mai concretizzarsi in un piano di azione strategico davvero capace.

Lo scriviamo all'antivigilia del Lighting Design Festival, evento che dal 4 novembre proverà concretamente a riaccendere la città, augurandoci, non è mai troppo tardi, che l'amministrazione comunale si faccia carico non solo di riorganizzare l'apertura dei musei nei giorni di festa, ma anche di valorizzare tutte le iniziative che durante l'anno si avvicendano, spesso accolte dal buio, a dare prestigio alla città. Per far vivere una "bella esperienza" occorre soprattutto condividerla, comunicarla, vestire la città dei suoi colori. E questo, a testimoniare che la "coscienza turistica" a Como è ancora tutta da costruire, non succede mai.

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