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Mercoledì, 29 Giugno 2022

Opinioni

Maurizio Pratelli

Collaboratore QuiComo

Vasco Rossi e San Giovanni, l'Italia a due facce

Dopo due anni di assenza, una delle manifestazioni estive più amate del Lago di Como, la Sagra di San Giovanni, rinuncia nuovamente al suo famoso spettacolo pirotecnico, niente fuochi d'artificio. Ad annunciarlo con un lungo comunicato è stato il sindaco di Tremezzina Mauro Guerra, che ha motivato la sua decisione interpretando alla lettera l'ordinanza del 1° aprile 2022 emessa dal ministro del Welfare Roberto Speranza, provvedimente che parla ancora di un obbligo ormai superato come quello del green pass, di distanziamento, di assembramenti da evitare e di mille altre attenzioni. 

E allora, senza entrare nel merito della decisione presa da Guerra, evidentemente il sindaco ritiene che la situazione pandemica sia la stessa del 2020 e del 2021, non si può fare a meno di notare che qualcosa non torna. I casi sono due: o in Italia c'è qualcuno che infrange la legge, oppure c'è qualcuno che usa delle indicazioni di prudenza  - in molti passagi superate da nuovi provvedimenti - interpretandole come divieti. . 

Perchè se è vero che i Fuochi di San Giovanni richiamano sul lago di Como migliaia di persone, le quali peraltro si distribuiscono un po' ovunque e non tutte su un prato, a nessuno saranno sfuggiti gli 80mila fan accorsi ieri a Milano per il concerto di Vasco Rossi. Che non è stato certo un oceanico raduno illegale in barba a Speranza, visto che si ripeterà in molte altre città.

Qualcosa insomma non torna ma la pandemia non può diventare un alibi a cui appelarsi indiscriminatamente. La Tremezzina, già messa in ginocchio da due anni di covid e da mesi di isolamento dovuti al cantiere della Variante, aveva bisogno di tornare alla normalità anche riappropriandosi della sua festa più popolare. Rimettere in circolo quell'evento non sarebbe stata certo un'eccezione. Si è deciso diversamente creando così una solitaria trincea di insicurezza mentre il resto d'Italia ha ripreso a correre liberamente. Delle due, una è sbagliata. 

E il punto è tutto qui: un Paese che si mostra con due facce della stessa medaglia. Ma se entrambe agiscono legalmente, e nessuno pensa il contrario, allora si tratta solo di opportunismo. Perchè alla fine, per quanto ci si possa appellare al Ministro, nei fuochi di San Giovanni non c'è mai stato nulla di spericolato. Ed è un peccato non capire che la vita non è fatta di sola economia: non è la Tremezzina ad avere bisogno di un grande evento, sono le persone ad avere bisogno di un vecchio innocente sorriso con il naso all'insù.  

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