rotate-mobile

Editoriale

Maurizio Pratelli

Collaboratore

Pretty Lake Como: un biglietto per il paradiso

Il lago di Como è una fragile preda: tutti lo vogliono ma nessuno gli vuole bene

Il lago di Como è conteso da tutti. E il rischio, seppure la provocazione può sembrare forte, è che finisca per prostituirsi. Senza che nemmeno arrivi un Richard Gere a salvarlo come fece con Julia Roberts in Pretty Woman. Paradossalmente, è stata proprio una star di Hollywood, George Clooney, a portarlo incolpevolmente sulla cattiva strada, a vendere il primo biglietto per il paradiso, parafrasando il film che lo ha visto protagonista proprio con Julia Roberts.  Ora è chiaro che nessuno, tanto meno qui, ha intenzione di puntare il dito contro colui che ha dato così tanta luce oltreoceano al nostro Lario.

Tuttavia, la situazione sembra essere sfuggita di mano. Di giorno in giorno si assiste a un vero e proprio assalto incontrollato - del quale abbiamo già scritto nelle scorse settimane - che sta letteralmente trasformando il lago di Como in un eldorado sempre più ambito. Vip di tutto il mondo all'assalto delle ultime ville rimaste, territorio minacciato da nuove strutture alberghiere, il caso Torno rimane al momento il più eclatante, matrimoni reali a pioggia. Insomma. se oggi vuoi emergere, devi fare un tuffo nel Lario. In questa terra promessa ai miliardari, come ha ben scritto Luigi Mastrodonato su Internazionale

Non a caso la comunicazione è sempre più votata a vendere un'esperienza distorta che sta completamente snaturando il lago di Como a suon di slogan in stile Beverly Hills. Una grande sbornia collettiva dentro la quale in molti stanno ballando felicissimi. I pochi rimasti sobri, qualche domanda però se la fanno. Perché se mettiamo da parte le solide faide, gli estremismi, le contrapposizioni, si torna al punto di sempre, ovvero come si governa il turismo. Perché alla fine, il lago di Como non è il Principato di Monaco ma un territorio molto più complesso e fragile. Per di più non ha un re, non ancora, che ne dispone a suo piacere.

In questo amato Lario c'è chi ci passa e c'è chi ci vive. Ed è innanzitutto ristabilendo l'equilibrio tra queste due parti che forse si può evitare la mercificazione di un luogo che non può finire solo nelle mani di chi ha più soldi per farne ciò che vuole. Il lago di Como ha bisogno di due sole cose: cura e amore. In fondo la ricetta per la salvezza è molto semplice. Ma  i miliardari, si sa, non hanno il cuore tenero. Certo, il tema è delicato e il rischio di cadere nella retorica in questo caso è elevatissimo. Demonizzare la ricchezza è sbagliato, darle delle regole è però un dovere. 

Si parla di

Pretty Lake Como: un biglietto per il paradiso

QuiComo è in caricamento