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Domenica, 27 Novembre 2022

Maurizio Pratelli

Collaboratore

Paratie, la serie: nel 2023 andrà in onda la penultima stagione

Il cantiere svela i suoi ultimi segreti

La prossima stagione della serie Paratie, iniziata nell'ormai lontano 2008, sarà quasi certamente la penultima: quella che inizierà finalmente a svelare la sua fine. Sì, salvo colpi di scena, a questo punto davvero fuori copione, il prossimo anno, il 2023, ci riporterà a camminare sul lungolago di Como almeno sino a piazza Cavour. Gli indizi in questo senso sono già ben visibili soprattutto nel tratto che corre da Sant'Agostino sino al canale darsena, dove gli operai sono al lavoro per predisporre la pavimentazione.

Una montagna di cubetti di porfido è il segnale più evidente che ci siamo, che i tempi promessi dal "nuovo" regista del cantiere delle paratie, Regione Lombardia, subentrato al Comune di Como durante la seconda stagione, quella diretta dall'allora sindaco Mario Lucini, saranno rispettati. Le catastrofi vissute soprattutto al debutto della serie, che allora vedeva regista Stefano Bruni, sembrano ormai solo un brutto ricordo abbattuto come il muro di Berlino.  

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Tuttavia, le ferite lasciate alla città da questi tre lustri di agonia non sono certo rimarginate. In molti, nella convinzione che la vicenda non avrebbe mai avuto una fine, difficile dar loro torto, hanno abbandonato la serie. Chi invece non l'ha mai mollata, più per abitudine che per passione, arriverà comunque all'atteso "The End" senza troppo entusiasmo. Un po' come quando si guarda un'amichevole dell'Italia mentre in Qatar si giocano i Mondiali di Calcio, seppure siano i più discutili di sempre.

E allora come dobbiamo prepararci a vivere le due ultime stagioni (2023 e 2024) della serie Paratie in onda sul lungolago di Como dal 2008? Innanzitutto senza il terrore che una qualsivoglia disgrazia ci regali sugli schermi del Lario il diciottesimo anno. Ci sono buone ragione per credere (con tutti gli scongiuri del caso) che il cantiere possa concludersi prima di diventare maggiorenne. Affinché ciò accada, occorre che Palazzo Cernezzi e il Pirellone si prendano davvero per mano in questi prossimi due anni. Lavorare in simbiosi per mettere insieme i due binari, il lungolago e i suoi arredi, sarà infatti fondamentale per un lieto fine senza sorprese e soprattutto senza code. 

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Vero è che accontentarsi della fine purché finisca non è esattamente il massimo. Ma le scelte, sia quelle estetiche sia quelle tecniche, sono state fatte ormai da tempo. Se ne è discusso a lungo e ancora se ne discuterà, come capita per tutte le serie divenute popolari. Alla fine non avremo un eroe da osannare. Non avremo nemmeno i lucciconi agli occhi per il bene che trionfa sul male. Avremo "solo" un nuovo lungolago su cui passeggiare. Magari mentre racconteremo la sua brutta storia a quei ragazzi, loro sì nel frattempo diventati maggiorenni, che non ci hanno mai messo piede.  

L'onore di calare il sipario toccherà al nuovo sindaco Alessandro Rapinese, che tra le tante disgrazie ereditate, avrà almeno la fortuna di poter sigillare, senza il peso di responsabilità personali, una della pagine più allucinanti della storia urbanistica di Como. Una città che da quel giorno in poi potrà forse persino tornare a sognare. Chissà. 

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