Domenica, 17 Ottobre 2021
Maurizio Pratelli

Opinioni

Maurizio Pratelli

Collaboratore QuiComo

L'onda nera e il gigantesco problema culturale della nostra società

"Un fascista più dieci qualunquisti fanno undici fascisti"

Travolti dagli eventi, viene da chiedersi: ma a distanza di oltre 70 da una guerra rovinosa, esattamente cosa si rimpiange di quella stagione dell'orrore? E me lo chiedo soprattutto per chi di fascismo e di nazismo ne ha (forse) letto solo sui libri. Tuttavia ci ritroviamo con esponenti politici che vantano le loro certificate origini nordiche, che non hanno nessun imbarazzo, anzi ci ridono, a trovarsi tra camerati che ridicolizzano l'olocausto e alzano il braccino come segno di maschio distinguo. Per poi essere tutti, alla fine, solo dei piccoli, piccolissimi briganti di quartiere dediti all'illecito. Che inseguono "glorie" personali aggirando allegramente le regole della società civile. E certamente pure di quella Patria a loro tanto cara solo negli slogan. Reflussi della nostalgia per un tempo mai vissuto.

Sentire gente nata negli anni '70 e '80 inneggiare Hitler e il nazismo è raccapricciante. E lo è ancora di più perché radicato in un sistema politico fatto di corruzione e illeciti. Dentro partiti che non si sono mai davvero slegati dal loro retaggio fascista. Detto questo, non possiamo minimizzare la questione pensando che il problema sia tutto lì. Quella messa in luce è solo una piccola parte del miserissimo ritratto di una società basata sul malaffare. Un diffuso "stile" politico ed economico figlio di una totale assenza di etica e cultura. Un declino mai circoscritto che dura ormai da decenni.

E lo vediamo in questi giorni, nelle manifestazioni di piazza, occasione per l'estrema destra di cavalcare un'onda pacifica per trasformarla in uno tsunami di sfascio e disordine. Con il disprezzo non solo per lo Stato ma anche per quella parte della società, che a torto o ragione, manifesta attenendosi alle regole. La violenza, la guerriglia urbana, gli assalti programmati ai sindacati non hanno nulla a che fare con il civile dissenso che fa parte di una democrazia sana. Ma lo squadrismo, sia chiaro, non è un complotto messo in atto da chissà chi per delegittimare la protesta. E questo è bene che lo sappia soprattutto chi, certamente in buona fede, è sceso in strada minimizzando, invece che scrollarsella dalle spalle, l'onda nera che gli stava intorno.

Pensare che la piaga fascista - mai curata, usata e tollerata in tutte le occasioni in cui cerca di infiltrarsi - sia un fenomeno irrilevante è un grave errore. Se così fosse, oggi, nel 2021, non circolerebbero ancora battute sul nazismo come quello su Pierino. E il dramma è che questo accade anche tra adolescenti, che sono solo vittime del gigantesco problema culturale del nostro Paese. Prendere le distanze dalla superficialità del male è un dovere di tutti. Va benissimo la mozione politica per sciogliere le formazioni neofasciste, ma il nero si sbianca innanzittuto a scuola, in famiglia, in piazza.

E vale la pena di ricordare qui e ancora le parole mai dome di Don Lorenzo Milani: "Un fascista più dieci qualunquisti fanno undici fascisti". Un concetto che vale sia per l'uomo di strada sia per l'uomo di palazzo. Perché il rischio che il caos diventi strumentale lo si evita solo isolando la violenza prima che lo faccia la polizia. Ed è questo il primo passo da fare per non concedere sconti nemmeno alla narrazione di questi giorni.

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