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Giovedì, 2 Febbraio 2023

Maurizio Pratelli

Collaboratore

Magic Lake Como (via via, vieni via con me)

Quella grande distanza tra la città e il lago, tra la bellezza e il rumore

In questi giorni in cui Como sta offrendo un teatrino politico davvero imbarazzante, che sta raggiungendo livelli di una bassezza mai visti prima, dove istituzione e personalismi si mischiano in una faida degna della peggiore baruffa social, lasciarsi alle spalle la città è un sollievo. Riprendere luce e respiro è una necessità irresistibile.

"Via via. Vieni via di qui. Niente più ti lega a questi luoghi. Neanche questi fiori azzurri. Via via. Neanche questo tempo grigio pieno di musiche. E di uomini che ti son piaciuti". Viene in mente Paolo Conte mentre ci si allontana dal rumore, da quel sottofondo noise che alla prima curva di questo magico lago di Como è già dimenticato. Via via. Vieni via con me.

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È un gennaio caldo, così caldo che la felicità la si tiene nascosta come una pericolosa anomalia. Ma quando si fugge, anche solo per un giorno, ci si mette in tasca tutta la bellezza che una giornata di sole riesce ancora ad offrire in questo inizio d'anno che ha dimenticato l'inverno. It's wonderful. Eh sì, questo lago di Como dall'alto della Tremezzina è una meraviglia: la penisola di Lavedo, l'isola Comacina, due pennellate di un quadro dipinto dal cielo.

Avvolti in questa bolla di silenzio, fuori dal quel cerchio di rumore, viene da chiedersi se la città potrà mai essere all'altezza di un bene così maestoso. O, piuttosto, rimanere un'eterna Cenerentola. Una promessa condannata alle baruffe dei suoi modesti spasimanti, più convinti di doverla possedere per diritto che in dovere di conquistarla con l'amore che merita. Oltre le mura c'è un regno bellissimo, sempre più lontano dalla città. Si chiama lago di Como. 

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