Mercoledì, 22 Settembre 2021
Editoriale

Ci stanno lasciando in mutande e mascherina

Peggio di un girone dantesco c'è solo l'eterna emergenza

Una finestra a Como

Un anno fa, nel bel mezzo della prima ondata, si ripeteva come un mantra quasi ossessivo che sarebbe andato tutto bene. Dopo dodici mesi di dure restrizioni, dopo l'avvio di una campagna vaccinale a dir poco zoppicante, possiamo dire, senza paura di essere smentiti, che è andato tutto malissimo. Tanto che la frase più in voga è diventata "non ne usciremo mai". Soprattuto ora che è ormai chiaro che nemmeno il nuovo governo ha saputo dare la svolta che qualcuno si attendeva. Arrivato Draghi ma rimasto Speranza, il nuovo decreto la cui firma è attesa per oggi, già si delinea un'estate persino peggiore di quella del 2020. 

Il profilo della nuova zona gialla, con tanto di green card per muoversi verso regioni di colore diverso, mantiene in vigore una serie di restrizioni davvero difficili da digerire in questa stagione. Con una situazione economica esplosiva, con il paese frustrato psicologicamente e provato socialmente, devastato culturalmente, viene da dire che il perseverare della linea dura ci sta davvero lasciando in mutande e mascherina. 

Nessuno svolta verso la corresponsabilità ma anzi un accanimento delle limitazioni personali. La sensazione è un po' quella che si debba vietare più per prudenza preventiva che per reale necessità, più per l'incapacità di avviare alternative coraggiose che per responsabilità. Vietare a tutti per arginare le eventuali follie di pochi. Vietare per l'incapacità di migliorare la vita e la cura delle persone. Altrimenti, ad esempio, non si spiegherebbe per quale motivo si debba tenere ancora in vigore il coprifuoco anche in estate in zona gialla alle 22 (fosse anche alle 23 non cambierebbe quasi nulla) o il perdurare dell'obbligo della mascherina all'aperto, peraltro questo un provvedimento quasi solo italiano. 

Perchè qui il punto non è più nemmeno l'estate e quel mese di libertà che magari ci verrà concesso ad agosto. Il punto è, viste le premesse, che a ottobre è facile immaginare che tutto ricomincerà da capo. Con il rischio di sentirci dire che sarà colpa delle follie di quel mese estivo o peggio delle poche vaccinazioni fatte. Sembra insomma di essere finiti in una giostra infernale che ha solo la porta d'entrata, quella d'uscita non è prevista. Peggio di un girone dantesco c'è solo l'emergenza eterna. Un avido purgatorio che sta tragicamente sacrificando tutto ciò che è piccolo e non necessario. Non necessario per chi?

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