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Redazione QuiComo

Dove eravamo, dove siamo, dove vogliamo andare

Lo sapete, cari lettori, ad agosto abbiamo dovuto salutare a malincuore il nostro – ops, subito un lapsus, ma in fondo lo abbiamo sempre nel nostro cuore – apprezzatissimo Emanuele Caso. E’ andato a lavorare per un altro media, lo sapete bene...

Lo sapete, cari lettori, ad agosto abbiamo dovuto salutare a malincuore il nostro – ops, subito un lapsus, ma in fondo lo abbiamo sempre nel nostro cuore – apprezzatissimo Emanuele Caso. E’ andato a lavorare per un altro media, lo sapete bene. Qualcuno direbbe che è andato a lavorare per la concorrenza. Permettetemi, però, di ridimensionare questo pensiero. Non perché Quicomo non tema o non abbia concorrenti, ma solo perché crediamo che ogni organo di informazione abbia le sue caratteristiche, le sue linee editoriali, le sue vocazioni, i suoi difetti e i suoi pregi. Insomma, ognuno è diverso e ognuno, si spera, cerca la sua strada e tenta di perseguire i suoi obiettivi. Quindi ognuno ha ragione di esistere e di essere, se lo fa in modo onesto e genuino, non cercando di imitare ma di innovare. Però, lo devo ammettere, il colpo è stato duro e per qualche settimana ci siamo leccati le ferite e abbiamo pensato a come continuare a essere un punto di riferimento dell’informazione locale nonostante la nostra forza lavoro si sia improvvisamente quasi dimezzata.

Da qualche giorno – qualcuno lo ha certamente notato – abbiamo spento il vecchio sito e acceso quello nuovo. Nuova veste grafica, nuovo modo di impaginare le notizie e nuovo modo di presentarle. Abbiamo privilegiato l’ordine cronologico, salvo evidenziare qualche news e mantenerla in primo piano per non farla scomparire nel flusso e abbiamo pensato a una versione desktop che richiami di più quella visitabile da cellulare. Poche novità? Forse da un punto di vista “tecnologico”. Ma c’è di più: Qtime, la costola culturale di Quicomo, si è spento definitivamente e il suo titolare, Maurizio Pratelli, si è unito alla nostra squadra. Adesso, grazie a lui, notizie di cultura, arte e spettacoli sono integrate nel nostro sito e compaiono anche nella nostra pagina Facebook. Questo è quanto, e per noi, che siamo un piccolo grande giornale, pare davvero tanto. Resta immutata la nostra passione, la nostra dedizione al lavoro che facciamo e, speriamo, il vostro affetto e il vostro sostegno, perché davvero, senza di voi, non ce l’avremmo mai fatta ad affrontare questi sei lunghi anni. Per questo confidiamo nella vostra comprensione quando noterete qualche notizia sponsorizzata comparire sulla nostra pagina Facebook. Come sapete purtroppo o per fortuna non abbiamo un editore né finanziamenti pubblici. Tutto quello che consente a Quicomo di esistere e di essere libero da qualsiasi ingerenza sono gli sponsor di negozi e aziende private che decidono di investire nella pubblicità su Quicomo non per allungare una mano sul cosiddetto “quarto potere” ma per raggiungere un pubblico variegato, giovane e meno giovane, capace di riconoscere un prodotto credibile e onesto.

Continuate a seguirci e ad apprezzarci per i nostri sforzi. Sappiamo bene di sbagliare talvolta, con qualche titolo fuorviante o, sempre involontariamente, tendenzioso. Sappiamo di non essere sempre sul pezzo e che qualche grossa notizia ogni tanto la buchiamo anche noi. Però facciamo del nostro meglio, lo sapete, vero? Ma la nostra volontà è di crescere sempre di più e restare sempre il vostro giornale preferito. Siamo onorati di avere un pubblico così affezionato. Per questo vi chiediamo anche di continuare a criticarci. Non ci offenderemo mai. Vi daremo come sempre il nostro punto di vista ma non avremo mai preclusioni a cambiarlo.

Un abbraccio e un grazie di cuore a nome di tutto lo staff di Quicomo

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