Editoriale

Sì allo shopping, no all'amore? Scegliamo di restare umani

Da padre e da medico, riflessioni sui giorni che ci aspettano

Ho vissuto da medico ospedaliero la pandemia. Ho visto i morti. Penso che i negazionisti siano sprovvisti di neuroni. Punto.Ma le chiusure sono scelte politiche.
Gli scienziati corretti (che non sempre coincidono con i presenzialisti televisivi) ci possono dire l’efficacia del distanziamento e quella dei presidi.
E’ evidente poi che chiudere tutto riduce la diffusione del virus e non chiudere niente no. Ma cosa chiudere (i centri commerciali o le scuole? le profumerie o i teatri?) lo decide la politica. Io sono assolutamente convinto che giovani e cultura siano LA priorità e che le scelte che non ne tengono conto siano sbagliate. E mi piacerebbe politicamente discuterne e sapere chi sono le persone, i movimenti, i gruppi politici che sono d’accordo con me.

Ma c’è un tema che va oltre la politica. Per settimane (mesi!) fidanzati amici, amanti, Amori che vivono in comuni diversi anche se vicinissimi non si sono potuti incontrare; e il divieto potrebbe tornare nei prossimi giorni.
Se vivono a Como possono fare la coda dall’arrotino, incontrare centinaia di persone in un centro commerciale, ma non vedere il fidanzato/a di Cernobbio. Ad aprile si era trovato il buffo escamotage dei “congiunti”. Adesso tutto tace.
E’ una scelta crudele perché inutile (e tanto più crudele quanto più inutile) che non incide sulla curva dei contagi e che non viene neppure esaminata perché non ha valenza economica
Tra il “liberi tutti” (espressione che trovo bruttissima) e il modello cinese (che trovo bruttissimo) ci devono essere scelte che ci consentano di restare umani.

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