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Venerdì, 21 Giugno 2024

Dario Alemanno

Responsabile

Queste elezioni regionali ci insegnano poco, ma ci confermano tanto

Una Lombardia sempre di centrodestra ma sempre più lontana dalla politica

Queste elezioni regionali non ci insegnano molto, più che altro ci confermano cose che già sapevamo o, per lo meno, sospettavamo. Innanzitutto che il virus della disaffezione alla politica si è diffuso a livelli un tempo inimmaginabili. Un simile crollo d'affluenza alle urne non si era mai visto.
Queste regionali, poi, ci confermano che il Movimento 5 Stelle è a fine corsa e per restare vivo e non scomparire dovrà appiattirsi alle regole della più classica (e becera) politica italiana, quella dei compromessi a tutti i costi e del tornaconto partitico, per non dire personale.

Queste elezioni regionali ci confermano che la Lombardia, nel bene o nel male, è irrimediabilmente una regione di centrodestra. Che essa si riconfermi filo leghista è un dettaglio che non deve far perdere la visione del quadro generale.

A livello locale le elezioni confermano quello che intuivamo da un pezzo, vale a dire che Alessandro Fermi è ben istradato lungo un'ascesa politica che potrebbe riservare a lui nuove grandi soddisfazioni e a noi qualche sorpresa: il suo tesoro di voti non finirà in cassaforte ma, ne siamo certi, sarà ben reinvestito. E frutterà.

Ma queste elezioni ci insegnano anche qualcosa. Per esempio, un insegnamento arriva dall'elezione di Sergio Gaddi. Storico assessore alla Cultura del Comune di Como, dopo praticamente due decenni a Palazzo Cernezzi e una campagna da candidato sindaco semifallimentare, sembrava irrimediabilmente fuori dai giochi. Il costante declino di Forza Italia a cui Gaddi è da sempre fedelissimo non gli era d'aiuto. Ma lui ha deciso di rimettersi in gioco, e ce l'ha fatta.  E deve tutto a se stesso, alle sue forze e a ciò che ha seminato anche negli anni in cui è stato fuori dalla politica. L'elezione di Gaddi, insomma, ci insegna che la singola persona può contare, anche più del partito.
 

Queste elezioni regionali ci insegnano poco, ma ci confermano tanto

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