Como, la festa non è finita

L'amore per il Lario è un'onda lunga da cavalcare tutti insieme

Il festeggiamenti a Villa Olmo

Se c'è ancora chi pensa che lo scoppiettante fidanzamento di Isha Imbani non avrà un'enorme ricaduta sul turismo del Lario, città compresa, dovrebbe farsi un giro sulle pagine dei più importanti giornali indiani, anche in lingua inglese. Dopo centinaia di servizi dedicati alla celebrazione della festa, da qualche giorno il focus si è spostato sul perché Isha si è innamorata del Lago di Como. La domanda che si pongono alcuni giornali è la seguente:  "Cosa ha spinto l'uomo più ricco dell'India a scegliere il Lago di Como come sede del fidanzamento di sua figlia?". Da qui iniziano una serie di risposte che suonano come violini con tanto di consigli per un viaggio sul Lago di Como: quando venire, cosa fare, cosa vedere, il tutto accompagnato da bellissime foto del nostro territorio. Insomma, la pubblicità è enorme e non è costata nulla, anzi ci hanno pure pagato. Sì, forse ci sarà stato qualche giorno di caos e persino una notte insonne, ma il benificio economico è quasi incalcolabile. Il boom non è di oggi, ma va detto che la stagione 2018 si ricorderà per una serie di eventi a catena forse irripetibili: il set con Jennifer Aniston e Adam Sandler, i giorni di Dolce & Gabbana, il film di Capotondi con Mick Jagger e un nuovo matrimonio firmato Bollywood che ci porterà ancora in giro per il mondo. Senza dimenticare, l'ultimo ieri, tutti gli spot che vengono girati a Como e dintorni dai grandi marchi. Stiamo quindi vivendo un momento di celebrità senza precedenti, capace di far arrossire anche la diva più consumata. Ma se Como è sempre stata molto riservata, una (burbera) bella addormentata, il suo lento risveglio è certamente sotto riflettori: luci della ribalta che occorre tenere accese il più a lungo possibile, anche rafforzando eventi come il Lake Como Film Night., che cito come virtuoso esempio delle tante preziose produzioni culturali che ruotano intorno al Teatro Sociale, che proprio oggi rialza il sipario con Il viaggio a Reims. Da vincere, oltre al carattere, ci sono antichi vizi dai quali sarebbe meglio guarire. Perchè, ad esempio, se si viene dipinti come uno dei luoghi più attraenti del globo, non ci si può esporre in vetrina con un info point che avrebbe sfigurato anche nell'Europa dell'Est prima della caduta del muro di Berlino. Il filmato qui sotto, quello di un altro matrimonio indiano celebrato sul Lago di Como, dipinge un quadro che ha bisogno di ben altre cornici.

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Le strategie degli operatori turistici hanno un profilo alto e ben delineato, mentre la nascita di nuovi lussuosi alberghi dimostra che gli investimenti sul territorio sono sempre più importanti. Ad essere meno in squadra sono invece le strategie politiche e il tessuto cittadino, un po' sempre riluttante, ques'ultimo, ad accettare il turismo, risorsa dalle mille potenzialità che ha bisogno di una mentalità moderna e ospitale. Forse è solo una questione generazionale ma i tempi, tutto oggi succede a una velocità incredibile, non concede pause. Forse in Italia solo Milano ha capito da sempre che è necessario correre e negli ultimi 10 anni la metropoli ha corso come Mennea. Ma anche a Como c'è in atto un processo inarrestabile (il nostro vero Expo è stato l'arrivo di George Clooney) ed occorre accompagnarlo senza troppi lamenti da bar. Occorre fare squadra, oserei dire famiglia, per dimostrate agli ospiti che ogni angolo di Como è il nostro salotto. Certo non bastano sorrisi e ramazze, qualcuno dovrà anche pensare alla "casa". Se non dimentichiamo quanto è stato fatto in piazza Grimoldi e ai portici Plinio, restituiti alla vita e alla bellezza, se ci accorgiamo che anche tra via Garibaldi e piazza Volta si vive meglio, forse abbiamo già chiara la visione della città di domani. Una cartolina dentro la quale possono convivere tutti meglio, cittadini e turisti. Magari anche studiando, nel 2018, un sistema che eviti ore di code sotto il sole per prendere un battello e viaggiare tra i paradisi del Lago di Como. 

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