Vaccini anti covid, arriva il Johnson&Johnson in Europa: ecco perchè potrebbe essere decisivo

Verrà prodotto anche in Italia

Johnson&Johnson (foto Ansa da Today)

La Food and Drug Administration statunitense ha autorizzato l'uso in emergenza del vaccino anti covid monodose della Johnson&Johnson. È un'ottima notizia, perché questo farmaco potrebbe rappresentare un'arma importante, si spera decisiva, nella lotta alla pandemia: si tratta di un siero monodose, un fattore che consente di velocizzare molto il numero delle vaccinazioni. Non solo: è più facile da usare e conservare rispetto agli altri vaccini (va tenuto a temperature da frigorifero, tra i due e gli otto gradi), ha dimostrato ottimi risultati di sicurezza ed efficacia soprattutto contro i casi gravi della malattia e potrebbe risolvere i problemi con le forniture riscontrati dalle altre case farmaceutiche. Problemi che, in Italia e in Europa, stanno rallentando la campagna vaccinale.

Quando arriva in Europa?

Il 16 febbraio l'azienda farmaceutica Johnson&Johnson ha chiesto l'autorizzazione anche all'Ema (l'Agenzia europea per i medicinali) per l'utilizzo del suo vaccino in Europa. E ora anche l'Ema si avvia verso l'approvazione del vaccino J&J, seguito da altri tre sieri. Lo ha detto il responsabile terapie e vaccini di Ema Marco Cavaleri, in un'intervista alla trasmissione "Caffè Europa" di Rai Radio1. Il farmaco più vicino al traguardo dell'approvazione da parte dell'Ema è proprio quello della Johnson&Jonhson: "Lo stiamo valutando e penso che intorno a metà marzo saremo in grado di concludere. Ovviamente fermo restando che non ci siano problemi emergenti, ma sono piuttosto ottimista, sarà il prossimo", ha detto Cavaleri. "Poi vedremo per gli altri: Novavax, Curevac, Sputnik ed eventualmente anche uno dei vaccini cinesi", ha proseguito.

Verrà prodotto anche in Italia

L'Europa ha già prenotato 200 milioni di dosi di questo vaccino. All'Italia dovrebbero arrivarne 26 milioni. Le dosi americane verranno prodotte in più sedi, a partire dal New Jersey, grazie ad una partnership con l’azienda Catalent. E proprio grazie a questa partnership una parte della produzione avverrà proprio in Italia, nello stabilimento di Anagni della Catalent, in provincia di Frosinone.

Gli studi sull'efficacia e come funziona il vaccino J&J

Il vaccino prodotto dalla casa farmaceutica statunitense è basato su vettori derivati da "adenovirus di serotipo 26 (Ad26)": quando si riceve la dose, gli adenovirus inducono la produzione di una proteina che viene poi riconosciuta come una minaccia dal sistema immunitario. Viene così a svilupparsi una difesa contro la proteina del coronavirus, senza dover entrare in contatto con il coronavirus vero e proprio. Dopo i primi studi su primati non umani, il vaccino J&J ha dato importanti risultati anche sull'uomo, registrati con test appositi negli Stati Uniti e in Belgio. Le sperimentazioni di questo vaccino si sono tenute tra il centro di ricerca Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston, il centro Janssen Pharmaceutical di Beerse, in Belgio, e il centro biologico Janssen di Leiden, in Olanda.

Come detto, quello di Johnson&Johnson è il primo vaccino a una sola dose ad essere autorizzato, diversamente dagli altri approvati finora che prevedono due iniezioni. Può essere conservato, inoltre, a temperature da frigorifero, tra i due e gli otto gradi

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