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Giovedì, 20 Giugno 2024
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Al cup gli negano la prenotazione della terapia: "Non ci sono date disponibili". Ma è un errore

Le scuse di Asst Lariana sono l'occasione per fare chiarezza sul sistema di prenotazioni nella sanità pubblica

Per prenotare la terapia ad onde d'urto ha dovuto fare i conti con l'inefficienza del sistema sanitario. Inefficienza che, in realtà, nascondeva un puro e semplice errore umano, superato solo grazie alla caparbietà del protagonista di questa piccola disavventura. Il signor Alessandro C., 36 anni di Bregnano, ha raccontato tutto in una lettera indirizzata a QuiComo. Una segnalazione, questa, che ha avuto immediato e positivo riscontro da parte di Asst Lariana la quale, oltre a rimediare all'errore, ha colto l'occasione per fare chiarezza cosicché i cittadini siano ben ionformati e sappiano bene quali siano i loro diritti e cosa devono o possono fare in casi simili a quello in cui si è imbattuto  Alessandro.

L'impegnativa e la terapia

"Ho un'impegnativa per effettuare una terapia ad onde d'urto," scrive Alessandro, "non c'è nessuna urgenza particolare, la prestazione è programmabile ma comunque per legge deve essere garantita entro i 120 giorni". Tuttavia, il percorso per ottenere la prenotazione è stato tutt'altro che semplice. Inizialmente ha contattato il numero verde di Regione Lombardia, dove gli è stato riferito che "tramite il numero verde si può prenotare solo alla struttura di Erba e di Anzano del Parco dove comunque non ci sono date disponibili." Per le altre strutture, è stato consigliato di recarsi al Centro Unico di Prenotazione (CUP).

L'odissea

La mattina seguente, Alessandro si è recato al CUP dell'Ospedale Sant'Anna dove ha ricevuto una risposta deludente: "Non ci sono date disponibili." Di fronte alla sua insistenza sul fatto che, per legge, le attività di prenotazione non possono essere sospese, si è sentito dire che "non ho detto che le liste sono chiuse però non abbiamo date". In pratica parole diverse per dire la stessa cosa.

Deciso a far valere i suoi diritti, Alessandro ha chiesto di parlare con l'Ufficio Relazioni con il Pubblico. Qui avrebbe incontrato una dipendente poco gentile che, con tono sarcastico, gli ha detto: "E lei cosa pensava di venire qui all'Urp e prenotare? Io non effettuo prenotazioni!". L'uomo ha quindi ribadito la sua richiesta di ottenere la prestazione entro i termini previsti per legge e, in alternativa, di poterla effettuare in regime privato con il modulo per richiedere il rimborso. La risposta della funzionaria è stata sprezzante: "Dovete smetterla di credere a tutto quello che ci vi viene detto".

Avvilito, ma non arreso

Alessandro ha concluso la sua lettera esprimendo la sua frustrazione: "Io vi scrivo per denunciare lo schifo, lo scempio in cui versa la nostra sanità pubblica. Non è possibile litigare, discutere, innervosirsi solo per far rispettare tutto ciò che è previsto per legge". La sua lettera è un appello accorato affinché le istituzioni e l'opinione pubblica prendano coscienza di queste gravi disfunzioni. "Non voglio più chinare il capo davanti a queste ingiustizie," dichiara, "Io ho una figlia di 3 anni e non accetto che ogni mese debba togliere dal mio stipendio 100 o 200 euro che potrei investire su di lei perché devo invece spenderli per andare privatamente".

La risposta di Asst Lariana

Attraverso l'ufficio stampa Asst Lariana ha dato una puntuale e positiva risposta alla disavventura del signor Alessandro: "Il signore - a seguito della sua segnalazione alla direzione sanitaria -  è stato contattato questa mattina per concordare le date degli appuntamenti. Rispetto a quanto accaduto, in base alle indicazioni regionali e alle conseguenti disposizioni aziendali, ogni qual volta un cittadino si presenti al Cup, in prima battuta si deve verificare una disponibilità nelle proprie strutture, quindi nell’intero territorio dell’Ats di riferimento (per i comaschi è Ats Insubria) vale a dire tra le Asst (Lariana, Sette Laghi, Valle Olona) e tra tutte le strutture private accreditate a contratto con il Servizio Sanitario Regionale. Se all’interno del territorio dell’Ats non sono presenti le disponibilità richieste, viene attivato il percorso di garanzia. Il Cup, in pratica, trattiene la “ricetta” del paziente, la trasmette all’ufficio “percorso di garanzia” che nei giorni successivi al contatto, in base alla priorità della prescrizione, verifica le disponibilità presenti, programma un appuntamento e lo comunica direttamente al cittadino. Passaggi che purtroppo, sono mancati e di cui ci scusiamo. Per quanto riguarda, infine, la segnalazione riferita all’Ufficio relazioni con il pubblico, il responsabile è a disposizione per un incontro per raccogliere direttamente il reclamo del signore".

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