Cardiologie aperte: in provincia di Como visite gratuite e senza impegnativa

Ecco dove e quando

I medici potranno anche decidere di effettuare esami più specifici

Visite gratuite dei cardiologi degli ospedali Sant’Anna, Sant’Antonio Abate e del presidio di Menaggio. I medici misureranno la pressione, il peso e la circonferenza addominale e soprattutto porranno domande sullo stile di vita a chiunque vorrà saperne di più sulle patologie cardiache e sul proprio rischio di svilupparle. Il tutto fa parte delle iniziative della Settimana del cuore, un evento nazionale, promosso dalla Fondazione Per il tuo Cuore e dall’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (Anmco).
Gli incontri sono pensati – e differenziati - sia per chi abbia già manifestato dei sintomi di problemi cardiaci sia per chi voglia scoprire se e quanto rischia in futuro.

Le giornate di prevenzione cardiologica gratuita in provincia di Como

Ecco dove, quando e come è possibile incontrare i cardiologi:

  • Ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia: pomeriggio del 13 febbraio, dalle 15 alle 19 al Poliambulatorio 1 (Piano 0 - Blu);
  • Ospedale Sant’Antonio Abate di Cantù: 14 febbraio, dalle 9 alle 14 al servizio di Cardiologia al piano terra;
  • Ospedale di Menaggio: pomeriggio del 20 febbraio, dalle 15 alle 16 al Poliambulatorio (piano terra).

Per accedere ai colloqui non è necessaria la prenotazione né l’impegnativa del medico di medicina generale.

Oltre alla visita e al colloquio, in caso di necessità, verrà offerto un inquadramento clinico, un elettrocardiogramma e dei rilievi pressori.
“Le attività cliniche cardiologiche offerte al Sant’Anna - osserva il primario della Cardiologia, Carlo Campana - rappresentano il fulcro della diagnostica di secondo livello in ambito provinciale e riteniamo fondamentale mantenere con iniziative come questa un contatto diretto con la popolazione”.

“Ad oggi le malattie cardiovascolari rappresentano il più grande problema di salute nel mondo occidentale - osserva Franco Tettamanti responsabile del Servizio di Cardiologia a Cantù - e con questo evento si intende sensibilizzare la popolazione, mettendo in evidenza i fattori-rischio cardiovascolari che, se non controllati, conducono a patologie talora invalidanti. Al tempo stesso con questa iniziativa si intende richiamare e sottolineare l'importante ruolo svolto dalla ricerca clinica in campo cardiologico”.

Le malattie cardiovascolari: cosa dice il Ministero della Salute

Le malattie cardiovascolari (malattie ischemiche del cuore, come l'infarto acuto del miocardio e l'angina pectoris, e le malattie cerebrovascolari, come l'ictus ischemico ed emorragico) sono tra le principali cause di invalidità e di mortalità in Italia. Sono in gran parte prevenibili, in quanto riconoscono, accanto a fattori di rischio non modificabili (età, sesso e familiarità), anche fattori modificabili, legati a comportamenti e stili di vita (fumo, abuso di alcol, scorretta alimentazione, sedentarietà) spesso a loro volta causa di diabete, obesità, ipercolesterolemia, ipertensione arteriosa.
Secondo i dati ISTAT 2012 le malattie cardiovascolari rappresentano ancora la principale causa di morte nel nostro Paese, sia negli uomini che nelle donne. Al primo posto le malattie ischemiche del cuore (75.098 casi), seguono le malattie cerebrovascolari (61.255) ed altre malattie cardiache (48.384).
È importante, quindi, adottare stili di vita sani, come una corretta alimentazione e una regolare attività fisica.
Un limitato consumo di sale (5 g al giorno) associato a una dieta ricca di frutta e verdura, legumi, di alimenti a basso contenuto di grassi animali, come pesce, pollame, con scarsa quantità di carni rosse, formaggi e insaccati, dolci e bevande zuccherine, contribuisce a ridurre la pressione arteriosa a mantenere livelli di colesterolemia ottimali.
Praticare una regolare attività fisica (fare sport, ma soprattutto camminare a passo svelto per almeno 30 minuti al giorno, salire le scale, ballare, preferire i mezzi pubblici e qualsiasi attività che richieda movimento), non fumare ed evitare l’abuso di alcol contribuiscono a ridurre il rischio.

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