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Venerdì, 20 Maggio 2022
Fitness

L'allenamento in palestra aumenta il senso di fame? La risposta è in uno studio

Una camminata veloce o un sollevamento pesi moderato non influenza il consumo di cibo successivo all’allenamento. "Quindi - suggeriscono i ricercatori - allenatevi senza aver paura di mangiare troppo dopo"

La gran parte delle persone è convinta che l’esercizio fisico aumenti il senso di fame. Ma se da un lato alcuni studi scientifici dimostrano che certe persone sono più affamate dopo l’allenamento e recuperano le calorie bruciate con pasti più grandi; dall’altro, ci sono altre ricerche che dimostrano il contrario, e cioè che l’esercizio fisico, soprattutto se più lungo e faticoso, tende a ridurre l'appetito, spesso per ore o fino al giorno dopo, poiché riduce i livelli di grelina (ormone che aumenta la fame) e aumenta i livelli di leptina (ormone che riduce la fame). Questo impatto sugli ormoni della fame, ovviamente, condiziona la reintroduzione energetica post esercizio fisico. Ma va detto che molti di questi studi si basano su campioni costituiti da giovani, uomini e donne, sani, in forma e attivi; ad oggi sono ancora poche le ricerche che hanno indagato su come l'esercizio fisico influenzi il senso di fame in soggetti più anziani, in sovrappeso e sedentari, e ancora meno le ricerche che hanno studiato gli effetti dei due tipi di allenamento (di resistenza e aerobico) sull’appetito.

A cercare di colmare queste lacune uno studio dei ricercatori dell'Università dello Utah a Salt Lake City, dell'Anschutz Medical Campus dell'Università del Colorado ad Aurora e di altre Istituzioni americane. La ricerca, pubblicata sulla rivista Medicine & Science in Sports & Exercise, condotta su soggetti in sovrappeso e poco attivi, ha scoperto che le due modalità di allenamento (di resistenza e aerobico), cui sono stati sottoposti i partecipanti, non hanno portato ad aumento del loro senso di fame né del loro bisogno di recuperare energia. "Le persone - hanno detto gli eseperti - non dovrebbero aver paura di mangiare troppo se si esercitano, anche perchè consumare ogni tanto un pasto più abbondante del solito non può influenzare il peso a lungo termine”. 

Lo studio

Lo studio mirava a capire se il bisogno di recuperare energie (consumate durante l’allenamento) e il senso di appetito cambiassero in risposta a un allenamento di resistenza rispetto a un allenamento aerobico. L’esperimento è stato effettuato su 24 soggetti, uomini e donne, di età compresa tra i 18 e i 55 anni, in sovrappeso o obesi e poco attivi. Una volta in laboratorio, i ricercatori, hanno fatto, in giorni alterni, prima sedere, poi camminare a passo svelto su un tapis roulant, e infine sollevare pesi per circa 45 minuti, i partecipanti. Prima, durante e tre ore dopo, hanno prelevato il sangue per controllare i cambiamenti dei livelli degli ormoni legati all'appetito e chiesto loro quanto si sentivano affamati. Infine, hanno monitorato la quantità di cibo consumata da ognuno di loro nel corso di un pranzo a buffet.

I risultati

I ricercatori hanno confrontato i livelli degli ormoni, il senso di fame segnalato dai partecipanti e il consumo effettivo di cibo, e osservato che, nonostante i livelli di grelina si erano ridotti dopo ogni sessione di allenamento riducendo l’appetito, i partecipanti non avevano riferito di sentirsi meno affamati – né di sentirsi più affamati – dopo gli allenamenti. Inoltre, al pranzo a buffet avevano mangiato più o meno la stessa quantità (circa 950 calorie) di cibo consumata dopo essere stati seduti.

“I risultati - ha affermato Tanya Halliday, assistente professore di Salute e kinesiologia presso l'Università dello Utah, che ha guidato lo studio - suggeriscono che una camminata veloce o un sollevamento pesi moderato potrebbe non influenzare il consumo di cibo successivo all’allenamento, tanto quanto “altri fattori” quali, ad esempio, l’aroma o la vista di un piatto appetitoso”.

Gli ormoni dell’appetito

I livelli dell'ormone grelina nelle persone che hanno partecipato all’esperimento sono diminuiti leggermente dopo gli allenamenti, ma questa diminuzione non ha avuto quasi nessun effetto sul loro appetito nè sulla quantità di cibo consumata dopo. Tuttavia, l'esercizio ha consentito loro di bruciare alcune calorie, circa 300 ogni sessione: una quantità minore rispetto alle quasi 1000 calorie consumate in media dai volontari a pranzo, ma centinaia in più rispetto a quelle consumate dopo essere rimasti seduti. "Questo dato potrebbe essere interessante - hanno detto i ricercatori - per aiutare a tenere sotto controllo il peso nel tempo".

I limiti dello studio

Lo studio ha, però, dei limiti. Ha esaminato una singola sessione di esercizio moderato e di breve durata eseguita da un paio di dozzine di partecipanti fuori forma. Le persone che si allenano regolarmente o che eseguono allenamenti più faticosi potrebbero rispondere in modo diverso. Per questo, i ricercatori dovranno condurre altri studi su gruppi più diversificati e che svolgono allenamenti più lunghi e intesi.

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