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Via del Dos, Minghetti: "Al sindaco chiediamo di chiudere in fretta questa falla"

Rapinese: "Nessun disabile rimarrà senza i servizi garantiti"

Il caso di via del Dos torna a surriscaldare una città già bollente. Presente alla conferenza stampa di questa mattina, la consigliera di minoranza Barbara Minghetti si è così espressa: "La storia è lunga e contorta e arriva da lontano. Da continue proroghe, da un bel progetto presentato da Colisseum per la ristrutturazione e gestione dell’impianto non preso in considerazione dall’amministrazione uscente, da una gara su presupposti da rivedere, dall’attesa per l’intervento dell’Anac, per arrivare alla lettera di diffida da parte del Comune di Como alla cooperativa Colisseum con decorrenza 31 luglio".

"L’impianto deve rimanere aperto. Poi si potrà parlare di gare e altro. I nostri esperti dicono che così come si è fatta una proroga a dicembre sul presupposto della gara indetta dal Comune, così, preso atto della decisione di ANAC, non c'è nessun problema a disporre una seconda proroga al fine di garantire la continuità di un servizio essenziale a garanzia delle fasce più deboli della popolazione, nell'attesa che si concluda la gara. Al sindaco chiediamo di chiudere in fretta questa falla, come ripetutamente promesso in campagna elettorale. Noi ci siamo e in consiglio monitoreremo affinché la piscina rimanga aperta e ci sia continuità del servizio".

Dal canto suo Alessandro Rapinese ha promesso iche nessun disabile rimarrà senza servizi, lì o altrove saranno garantite a settembre tutte le attività"

Il comunicato di Colisseum

"Ritenuto che il riavvio della procedura, a partire da una rinnovata stima dei costi di gestione e investimento e dei ricavi consentirebbe ai concorrenti di formulare offerte consapevoli e all'amministrazione concedente di potere contare su una gestione dell'impianto in grado di soddisfare le esigenze dell'utenza, il Consiglio ritiene, nei limiti delle motivazioni che precedono, inidoneo il PEF predisposto dall'amministrazione concedente a consentire agli operatori economici interessati di elaborare offerte attendibili e consapevoli".

L'Anac (Associazione Nazionale Anticorruzione) nei giorni scorsi ha deliberato in merito alla gara europea per l'affidamento in concessione della gestione degli impianti sportivi in via del Dos 3 a Como, a seguito dell'istanza presentata dalla Cooperativa Sociale Colisseum, storico gestore dell'impianto che avrebbe voluto partecipare alla gara, confermando l'inidoneità del PEF presentato dall'amministrazione del Comune di Como.

Nella sentenza Anac sottolinea che “l'amministrazione concedente deve individuare correttamente il potenziale bacino di utenza, al fine di quantificare la domanda di servizi e stimare i possibili rendimenti della gestione” e aggiunge che “dal lato dei costi, l'amministrazione è tenuta a specificare tutti gli oneri economici che concorrono a definire il rischio che l'operatore economico è chiamato ad assumere”.

Anac ha quindi ritenuto “che alcuni dei rilievi mossi dall'istante all'attendibilità del PEF elaborato dall'amministrazione appaiono fondati. Si fa riferimento, per ciò che concerne i potenziali ricavi della concessione, alla stima delle entrate derivanti dai campus estivi, che il Comune di Como ha valutato di ammontare quasi triplo (73.000 euro) rispetto a quanto ricavato dall'attuale gestore nei due anni in cui il servizio è stato svolto (26.232,71 e 23.131,00 euro) e rispetto al quale non pare avere considerato che la sopravvenuta indisponibilità (per mutamento della loro destinazione) degli unici locali al coperto idonei ad ospitare il servizio potrebbe incidere sulla qualità della proposta e dunque sull'appetibilità dello stesso da parte dell'utenza”. 

E ancora: “Per ciò che concerne gli oneri a carico del concessionario, ci si riferisce alla mancata contabilizzazione dei costi relativi alla gestione del servizio di primo soccorso e all'approntamento del locale che la vigente normativa prevede che gli sia dedicato, e ai costi del collaudo, della cantierizzazione e gli oneri di smaltimento e discarica. Più in generale, riguardo i lavori, ferma restando la discrezionalità dell'amministrazione nell'individuazione degli interventi da affidare al concessionario, non può essere revocato in dubbio che gli interventi necessari per la messa a norma di impianti e strutture non possano essere pretermessi e debba esserne stimato il relativo costo, e che vada anche accertata la coerenza della destinazione urbanistica delle strutture date in gestione con le attività che vi dovranno essere svolte, con stima sia degli eventuali costi necessari per l'allineamento della destinazione d'uso sia dell'eventuale contrazione dei ricavi dovuti ai ritardi nell'attivazione dei servizi”. 

“Come più volte ribadito in queste settimane, Colisseum è stata costretta a ricorrere all’Anac viste le molteplici difficoltà e gli errori riscontrati all’interno del bando di gara, cosa peraltro richiamata integralmente nel parere Anac – commenta il presidente di Colisseum Gabriele Romanò – Dalla sentenza il giudizio è inequivocabile e conferma la tesi di Colisseum laddove si attesta che il Comune ha sottostimato i costi e sopravvalutato i ricavi non allocando correttamente i rischi e la relativa matrice all’interno del PEF, conseguentemente non permettendo agli operatori di poter valutare con certezza, obiettività e consapevolezza rischi, prestazioni e condizioni al fine di quantificarne l’onere economico in modo da definire compiutamente ex ante le condizioni che incideranno, nel corso della durata del rapporto, sull’equilibrio economico del servizio”.

Quindi conclude: “La problematica è esclusivamente legata agli errori commessi nell’elaborazione del PEF e non alle opere/lavori che sono o non sono stati correttamente stimati e/o previsti. Pertanto, qualora l’Amministrazione con un atto di lungimiranza e visione prospettica rivedesse il PEF, come suggerito dall’Anac, la gara si potrebbe riproporre con l'unico obiettivo permettere la prosecuzione dei servizi offerti da Colisseum presso le micropiscine e palestre di via del Dos, 3. Colisseum e tutta l’utenza ha il diritto di ottenere risposte in merito”.

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