Il valico di Valmara resta chiuso, la rabbia dei sindaci: "La Svizzera umilia 1200 frontalieri"

Il sindaco di Centro Valle Intelvi: "Dimenticare un intero territorio è un atteggiamento grave e irresponsabile"

Rimane chiuso il valico della Valmara. E per questo motivo la vita dei 1200 frontalieri che dovrebbero attraversarlo per giungere sul luogo di lavoro si sta trasformando in un vero e proprio inferno. Molti di loro, in alternativa, passeranno dal valico Gandria e questo crea non solo un maggior numero di chilometri da fare, ma tempi di percorrenza insostenibili, anche 2 ore per appena dieci km. 

ll sindaco di Centro Valle Intelvi, Mario Pozzi, in accordo con gli altri primi cittadini del territorio coinvolto in questo disagio, ha voluto lanciare un forte appello, come riportato anche su Tio.ch., dove parla di una vera e propria umiliazione da parte di Berna verso il suo territorio e di conseguenza verso i 1200 frontalieri coinvolti. Nella stessa dichiarazione, il primo cittadino, nonchè consigliere provinciale Pozzi, ribadisce che non sarà più disposto a subire questa situazione, ne lui ne gli altri sindaci i coinvolti per vicinanza territoriale. 

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Da domani in Ticino saranno riaperti anche bar e ristoranti e proprio base a certe allentamenti e riaperture, nella giornata dell'8 maggio, ci si aspettava l'annuncio da Berna circa il ripristino del passaggio nel valico Valmara, annuncio che non è arrivato. 

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