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Ucraina, Civitas: "Ecco cosa può fare Como per i civili in fuga dalla guerra"

Il tema dell'accoglienza ci riguarderà per molto tempo

Stiamo vivendo giorni terribili, con l'escalation militare che non si arresta e migliaia di civili in fuga dall'Ucraina. Un tema che ci tocca da vicino con l'arrivo dei primi rifugiati in città. Sulla questione interviene oggi Civitas, lista civica guida da Bruno Magatti, con un comunicato che prova a fornire qualche elemento per avviare un piano concreto di accoglienza in città: "In questi giorni drammatici - si legge - un tema che riguarda tutti coloro che si interessano alla cosa pubblica è la verità: tutte le mostruosità fatte in nome, e per conto dei cittadini, sono per lo più fondate sulla menzogna e la mistificazione della realtà. Anche il cittadino russo, in questo momento, è vittima di un potere che ha fatto scelte contrarie al benessere comune. Mentre quasi un milione di ucraini ha dovuto abbandonare la propria casa".

Cosa può fare Como in questa situazione? 

"Operativamente, e concretamente, la città di Como ha una tradizione ed una capacità di accoglienza tipica di una città di frontiera. Il tema dell’accoglienza ci riguarderà a lungo: abbiamo quindi l’urgenza di aprire delle strutture, di mettere a disposizione alcune strutture pubbliche che sono in attesa di una destinazione ancora da realizzare, prime fra tutte l’ex-casa albergo di via Volta, una struttura quasi immediatamente disponibile e con pochissimi interventi da effettuare per renderla abitabile. Un'altra struttura adatta è quella di piazzale Santa Teresa, che nasce come foresteria, ma della quale l’Università non ha mai fatto uso. Si tratta quindi di una struttura nuova e vuota per la quale vale la pena di aprire una immediata interlocuzione tra le parti".

"Dopodichè bisognerebbe dare il via ad un’azione intelligente e coordinata da parte della Pubblica Amministrazione che metta a disposizione tutte le risorse del territorio. Si tratta di un tema tipicamente politico, perché la buona volontà di tanti quali parrocchie, gruppi di volontari, associazioni e movimenti, ha bisogno di convergere al fine di creare certezza negli aiuti, materiali ed economici. Il dovere di un sindaco è quello di mettersi a capo di questa struttura organizzativa, affiancato dalla Protezione Civile, e di coordinare la raccolta di aiuti e risorse nonché l’accoglienza delle persone che verranno". 

"Como è stata capace di accogliere un gran numero di richiedenti asilo. Quando tra il 2014 e il 2017 il Ministro degli Interni distribuì sul territorio i richiedenti asilo sbarcati in Sicilia, qui arrivò un contingente di oltre 1000 persone. Quindi l’ordine delle migliaia è assolutamente gestibile: in che modo? Mettendo in campo alcune strutture che già dei privati hanno utilizzato. La polemica allora fu che si lucrasse su tale attività: noi siamo dell’opinione che chi mette a disposizione tempo e risorse è giusto che venga retribuito, a patto che si dia vita a sistemi di controllo e verifica sull’utilizzo delle risorse". 

"L’ennesimo errore clamoroso di questa amministrazione - conclude in comunicato di Civitas - è stato rinunciare ai contributi che avevamo ottenuto dal Ministero degli Interni per ristrutturare l’ex-scuola sita in via Tibaldi per installarvi il C.a.r.a. (Centro di accoglienza per richiedenti asilo) che si trova attualmente in via Sacco e Vanzetti. Quando si rinuncia a portare avanti delle progettualità che servono ad affrontare le emergenze, e queste alla fine giungono per davvero, ecco che ci si trova in difficoltà danneggiando i cittadini e la loro qualità della vita. Mettersi al servizio di una comunità significa saper guardare lontano e ancora oltre, se possibile. Avere la capacità di immaginare delle possibilità che oggi non ci sono: solo così si governa il futuro". 

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