Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Attualità Stazione Camerlata

Treno Milano-Como: "Un uomo si masturbava davanti a me. Senza il minimo scrupolo"

La testimonianza di Giulia: è possibile che una donna ancora oggi debba avere paura a prendere un treno alle 16.45 del pomeriggio? Anche questa è violenza e bisogna parlarne

Giulia G. era uscita presto dall'Università dove sta facendo una tesi sperimentale. Era contenta di riuscire a prendere il treno prima, salendo a Greco Pirelli, su quello delle 16.46 della linea Milano Porta Garibaldi - Chiasso, che ferma anche a Como Camerlata dove deve andare Giulia, a casa. Non è un orario di punta quindi la carrozza è semivuota. C'è solo lei e una coppia qualche sedile indietro (un uomo e una donna intenti a lavorare al pc). Qualche stazione prima dell'arrivo a Como sale anche un ragazzo mulatto che si siede davanti a lei, dall'altra parte del corridoio ma in modo da poterla vedere. 

«Di punto in bianco questo ragazzo decide di masturbarsi davanti a me- ci spiega Giulia- senza il minimo scrupolo. Io, con la massima freddezza possibile mi sono alzata senza correre e ho cambiato carrozza. Avevo le palpitazioni». Ci spiega anche che prima di cominciare a toccarsi aveva schioccato le dita, proprio per richiamare la sua attenzione.

Giulia ci racconta che non sapeva cosa fare: se avvisare la coppia dietro di lei o il controllore. Ma spesso in queste situazioni si rimane paralizzate. Si ha paura. «E se poi mi segue fino alla macchina quando scendo dal treno? E se non mi credono? ». Giulia rimane ancorata vicino alla porta d'uscita del treno sperando che la sua fermata arrivi in fretta. Mentre stava scendendo ha indicato con un gesto al controllore il ragazzo ed è corsa verso la sua auto. Solo una volta dentro la macchina, con il cuore in gola si è sentita al sicuro. 

«Salita in macchina regolo la respirazione, mi calmo e penso: e se al posto mio ci fosse stata una ragazzina piu' giovane (Giulia ha 32 anni)? O una bambina?»

Ecco perchè decide di contattarci e raccontare la sua storia. Non avrebbe avuto problemi nemmeno a farci scrivere il suo nome e cognome per esteso ma abbiamo scelto di tutelarla. Quella che ha subito Giulia e che silenziosamente subiscono moltissime donne è violenza. Non bisogna per forza essere picchiate o stuprate. Una donna dovrebbe avere il diritto di sentirsi al sicuro su un treno. Non dovrebbe avere le palpitazioni o peggio, avere paura a raccontare quello che è successo perchè il piu' delle volte questi gesti rimangono impuniti anche se denunciati.

Un esempio?

Non piu' tardi del 2 settembre del 2021 come riportato da Il Corriere della Sera la Sesta sezione penale (riguardante un caso simile avvenuto sul treno Novara-Treviglio) della Cassazione ha stabilito che masturbarsi in treno davanti a una donna non è reato, perché “l’interno di un vagone ferroviario non può essere ritenuto un luogo abitualmente frequentato da minori” e quindi non può riscontrarsi l’accusa di “atti osceni”, le donne sono messe ancora una volta, nel 2021 nella posizione di tacere.

«Invece dovremmo raccontare- dice Giulia- tutti questi episodi, i fischi per strada , gli sguardi che mettono paura, le osservazioni non volute.» Abbiamo il diritto e il dovere di cambiare le cose e per non avere le palpitazioni, sul treno che ci porta a casa alle 4 del pomeriggio...

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