Lavarello in via d'estinzione nel Lago di Como, ecco cosa faranno gli esperti per salvarlo

Si ipotizza il potenziamento dell'incubatoio di Fiumelatte

Un tavolo tecnico di confronto per discutere sulla crisi del lavarello nel Lago di Como. L'incontro, a cui ha partecipato l'assessore regionale all'Agricoltura Fabio Rolfi, il sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia Fabrizio Turba e il presidente del Consiglio regionale lombardo Alessandro Fermi, si è svolto all'Ufficio territoriale regionale di Como giovedì 8 agosto.
L'allarme in merito ad un calo di presenza di questo pregiato pesce nel Lario era già stato lanciato a luglio anche dal gruppo Pescatori del Lago di Como Alpha (associato all'Aps), che aveva effettuato uno studio specifico sul tema.

"Il lavarello e la bondella sono tra i simboli del Lago di Como e hanno una forte valenza turistica, economica e gastronomica - ha affermato l'assessore regionale Rolfi al termine dell'incontro -. Regione Lombardia farà tutto ciò che le compete per affrontare il problema. I pescatori hanno un sostegno istituzionale. Oggi ho ascoltato le loro istanze e nelle prossime settimane tornerò per programmare interventi concreti".
"Metteremo in campo tutte le misure necessarie per il ripopolamento - promette l'assessore - e per garantire un futuro sostenibile alla pesca nel Lago di Como. Siamo disponibili a ragionare sul potenziamento dell'incubatoio Fiumelatte, ma il primo passo sarà quello di effettuare uno studio scientifico per capire quali siano le reali cause della diminuzione delle specie nel lago".

A tale proposito non ha dubbi il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Raffaele Erba: "Il lavarello è vittima dei cambiamenti climatici e del livello del Lago troppo basso", afferma, intervenendo a margine dell'incontro.
“Spiace che le minoranze non siano state invitate a questo importante incontro perché avremmo voluto dare il nostro contributo. Già mesi fa, durante un mio intervento in Commissione Agricoltura in cui era presente l'assessore Rolfi, avevo sottolineato le cause principali della crisi ittica sul Lago di Como – continua Erba -. Come già emerso durante il tavolo della competitività, il livello minimo del Lago di Como, soprattutto nei periodi della frega del lavarello, è un campanello d'allarme che merita la massima attenzione. Le dighe a monte del lago e i fabbisogni idrici dettati dall'agricoltura a valle sono due aspetti su cui bisogna mettere mano – aggiunge Erba -. Dopo l'ulteriore incontro di oggi e dopo tutto il lavoro pregresso non ci sono più scuse. I tempi sono maturi per porre in essere azioni concrete. Un punto fondamentale sarà l'inserimento di questo tema nella norma regionale che dovrà definire la gestione delle concessioni idroelettriche”.

Anche il Gruppo consiliare del Partito Democratico regionale interviene sul tema. "Il lavarello e la bondella sono tra i simboli del Lago di Como ed è necessario mettere in campo qualsiasi strategia per scongiurarne la scomparsa, ma a quanto pare è un problema che riguarda soltanto la maggioranza. Purtroppo sembra che a Como ci siano solo due forze politiche rappresentate in Consiglio regionale: la Lega e Forza Italia, dal momento che al tavolo tecnico che si è tenuto questa mattina sono stati invitati soltanto il sottosegretario Fabrizio Turba e il presidente Alessandro Fermi”, afferma il consigliere regionale del PD Angelo Orsenigo.
“Su temi di tale portata è necessario fare squadra ed è importante la partecipazione di tutti i rappresentanti territoriali, cosa che purtroppo oggi non si è verificata. Auspico che in futuro ci sia un maggiore coinvolgimento che potrà solo favorire il nostro territorio” conclude Orsenigo.

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