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Chiusura dei nidi, il Tar dà ragione a Rapinese: non esiste un diritto ad avere un asilo di quartiere

Il tribunale amministrativo ha respinto la richiesta di sospensiva della delibera con cui la giunta ha chiuso il Magnolia e il Coccinella

Rapinese uno, genitori dei bambini zero. Il primo round ha visto il sindaco di Como uscire vincente contro i genitori che hanno presentato ricorso al Tar contro la delibera di giunta che ha programmato la chiusura degli asili nido Magnolia e Coccinella. Il ricorso presentato al tribunale amministrativo chiedeva la sospensiva in via cautelare della delibera di giunta,ma la quinta sezione del Tar della Lombardia, con ordinanza del 23 maggio 2024, ha respinto tale domanda. La delibera resta efficace, così come la bozza di “Convenzione tra il Comune di Como e gli Enti gestori di Asili Nido privati per gli interventi a sostegno della rete cittadina degli asili nido per gli anni educativi 2024-2025 e 2025-2026”.

Interessanti sono le motivazioni dei giudici amministrativi che hanno sottolineato  come a fronte del risultato di una estensione del servizio a più utenti, la motivazione della scelta della giunta comunale non appare affetta da irragionevolezza, ritenendo altresì che il trasferimento dei bambini nella nuova sede tanto contestato dai genitori non possa qualificarsi come danno grave e irreparabile, affermando che non possa "configurarsi un interesse qualificato dei bambini ad avere un asilo nido di quartiere".

Il ricorso, però, non è stato respinto. Ora bisognerà attendere l'udienza nel merito, ma certo le motivazioni del rigetto della sospensiva per il momento sembra avallare su tutta la linea la decisione politica della giunta Rapinese.

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