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Allarme per la Takahashia Japonica anche nel Comasco: come fare le segnalazioni

Dove fare le segnalazioni e quali possono essere i danni

La Takahashia japonica ha fatto ingresso anche nei nostri territori e non avendo trovato un antagonista naturale continua a proliferare. Un insetto che è arrivato in Italia alcuni anni fa, e dopo essersi diffuso soprattutto nelle zone dell'aeroporto di Malpensa e nelle cittadine di Legnano e di Cerro Maggiore, nel Milanese, da anni si è  ambientato perfettamente in Brianza e ora anche a Como e provincia. Lo scoso anno molte segnalazioni anche dal centro di Como. 

I danni alle piante

Non è pericoloso per l’uomo e per gli animali, ma si nutre della linfa delle piante sulle quali ha attecchito danneggiandole. I danni maggiori, tuttavia, "Sono causati dalle neanidi di prima età che si posizionano sui giovani germogli delle foglie e sulle gemme fiorali causandone il disseccamento e la caduta e di conseguenza anche la mancata produzione dei frutti", puntualizzano gli esperti dell'ente regionale per i servizi all'agricoltura e alle foreste.

La Takahashia japonica è facilmente riconoscibile grazie ai caratteristici ovisacchi bianchi, cotonosi e a forma di anello che possono raggiungere i 7 cm di lunghezza. Questi ovisacchi sono composti da sostanze cerose, contengono migliaia di uova di colore aranciato e sono generalmente attaccati, a diverse altezze, ai rami delle piante ospiti o in prossimità dei tagli di potatura.

Il vento favorisce la sua diffusione naturale, specialmente nei casi di alberature monospecifiche utilizzate ai margini delle strade o nei parcheggi.

La sua diffusione su brevi e lunghe distanze può anche essere passiva, tramite mezzi di trasporto o materiale vegetale infestato (come piante o residui di potature).

Come segnalare La Takahashia japonica

Il Servizio Fitosanitario della Regione Lombardia raccoglie le segnalazioni tramite l’app FitoDetective ed ha elaborato una nota per la gestione delle infestazioni (disponibile come allegato al fondo di questa pagina o cliccando a questo link); quest’ultima è disponibile in allegato al fondo di questa pagina o cliccando su questo link.

Per informazioni scrivere a infofito@regione.lombardia.it.

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