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Svizzera, crisi della prostituzione: vietato andare a casa dei clienti e negli alberghi

La decisione non è piaciuta agli addetti ai lavori: "Lo Stato non può mettere il becco in quello che accade tra le mura della propria casa"

È passata un pò sottotono la notizia della nuova legge in Svizzera che impedirebbe, di fatto, alle escort e alle prostitute di recarsi "a chiamata" a casa dei clienti o di accettare dagli stessi inviti negli alberghi. In pratica la prostituzione che, ricordiamolo, in Svizzera è un'attività legale, sarà limitata ai soli locali a luci rosse e in alcuni appartamenti "certificati". 

La legge, in realtà, è entrata in vigore a luglio ma sembrerebbe che in pochi se ne siano accorti e solo ultimamente, come riportato anche sul Corriere del Ticino, qualche professionista sia stata perseguita per aver offerto prestazioni a casa del prorio cliente, così come si è notato che in tanti annunci online è sparita la dicitura "disponibile anche a domicilio". 

Per quanto riguarda gli appartamenti dedicati all'attività, è possibile svolgerla solo se all'interno c'è solo una persona a prostituirsi e a patto che il proprietario non abbia altri immobili utilizzati per lo stesso scopo. 

Ovviamente anche il Covid ha influenzato la prescrizione di questa nuova legge. Nel periodo dopo il lockdown i clienti prediligevano le prestazioni a chiamata, quindi in casa o negli alberghi, anche per dovere evitare di lasciare i documenti all'ingresso dei locali, cosa che era diventata obbligatoria (dopo le 18). Insomma aria di crisi nel settore che ha fatto orecchie da mercante ma che si trova a dover cambiare alcune proficue abitudini perchè adesso esercitare la professione al di fuori dei luoghi non autorizzati non è più consentito. 

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