Stadi e discoteche, la scelta del Governo: tutto chiuso almeno per un altro mese

Si attendono i dati sulla scuola prima di prendere una decisione sui grandi eventi. Per il treni ad Alta Velocità si va verso una capienza all'80%

Mentre calano di poco i contagi da coronavirus si dovrà attendere almeno un mese prima che riaprano stadi e discoteche. Il governo ha deciso di attendere i primi dati sulla scuola, che oggi 14 settembre riporta sei milioni di alunni sui banchi di tredici regioni, prima di muoversi. Su indicazione del Comitato Tecnico Scientifico rimarrà per ora ferma a 14 giorni anche la quarantena. 

Stadi e discoteche chiusi per un mese

Il governo invece pensa di introdurre un allentamento delle regole per i treni ad Alta Velocità, dove vige ancora la capienza all'80%. Il Corriere della Sera scrive oggi che sono stati i vertici di Italo a sollecitare unpronunciamento del Cts visto che il divieto di viaggio con una capienza superiore al 50% sta portando a gravi perdite l'azienda. Gli scienziati potrebbero portare quindi il limite all'80% così come accade oggi per i treni regionali. La regola varrebbe anche per Trenitalia. Su stadi, concerti, grandi eventi e discoteche invece la situazione è ancora in alto mare: 

Gli scienziati sono convinti che sia impossibile tenere sotto controllo l’ingresso e l’uscita degli spettatori e anche il distanziamento sugli spalti. Problema che a detta degli esperti non sarebbe risolto neanche se fosse reso obbligatorio l’uso delle mascherine. Soprattutto in un momento in cui il numero dei nuovi positivi continua ad essere superioreamille ogni giorno.

L’attuale Dpcm — che vieta l’ingresso negli stadi — scade il 7 ottobre e dunque se ne riparlerà la settimana successiva, quando si avrà anche un quadro più chiaro rispetto alle conseguenze della riapertura delle scuole sulla circolazione del Covid-19. E in quella sede si valuterà anche la possibilità di far svolgereiconcerti, prevedendo però un numero limitato di spettatori.

Anche perché vige ancora la regola della prudenza: quanto accaduto quest’estate nei locali e nelle discoteche convince il governo sulla necessità di non accavallare la riapertura con la ripresa delle lezioni. Anche tenendo conto che sono stati proprio i giovani a subirne le conseguenze peggiori, ma anche a diventare veicolo di trasmissione all’interno delle famiglie. Su questo tasto continuano a battere gli scienziati proprio per suggerire un ulteriore rinvio della possibili

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