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Sovraffollamento al Bassone, la denuncia e l'interrogazione al Ministro di Chiara Braga

Il 6 febbraio un convegno per presentare i risultati della ricerca multidisciplinare nella Casa Circondariale di Como

La questione del carcere Bassone è sempre più delicata. Sul tema è intervenuta in questi giorni l'onorevole comasca del PD Chiara Braga con un post sulla sua pagina Facebook: "Sovraffollato fino a raggiungere il 150%; con il personale di Polizia penitenziaria sistematicamente sotto organico e un'altrettanto inadeguata presenza di figure professionali, come psicologi e psichiatri, a fronte di un 60% di detenuti con reali problemi psichici; carenza di educatori; casi di suicidio e di autolesionismo in crescita; aggressioni e atti di violenza verso gli agenti sempre più frequenti. Sono queste le criticità riscontrate in questi mesi nella Casa Circondariale di Como, messe in evidenza anche da diversi report ufficiali".

"Gravi e urgenti carenze - ha scritto ancora Braga - più volte rimarcate dalle organizzazioni sindacali comsache, ultima in ordine di tempo, il rapporto di sintesi stilato dalla @Uil @Uil del Lario, consegnato qualche giorno fa al Prefetto di Como per evidenziare l’ormai insostenibile sitauzione di crisi del Bassone, annoverato tra i peggiori istituti di detenzione della Lombardia. Alla luce di questi sconfortanti dati, che tradotti nella vita reale dei detenuti rendono sempre più insostenibile la pena loro irrogata quale riparazione della colpa commessa, precludendo di fatto ogni possibilità di recupero, di riabilitazione e reinserimento nella società, ho presentato oggi in Parlamento un’interrogazione a risposta scritta al ministro della Giustizia (vedi sotto, ndr) per chiedere un intervento concreto che ponga rimedio alle molteplici e preoccupanti problematicità emerse in questi anni nel carcere di Como":

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro della Giustizia. —  Per sapere – premesso che:

l’ultimo studio disponibile di PoliS- Lombardia, ente di diritto pubblico e strumentale di Regione Lombardia rende evidenti le gravi e urgenti carenze della Casa Circondariale di Como, criticità più volte rimarcate dalle sigle sindacali comasche; secondo PoliS-Lombardia nella Casa Circondariale di Como tra il 2020 e il maggio 2021 il tasso di sovraffollamento ha raggiunto il 150%, ponendo il carcere comasco tra gli istituti detentivi lombardi più sovraffollati. Sempre nel 2020 il rapporto mostra come su un totale di 16 suicidi compiuti nei 18 istituti di pena lombardi per adulti, ben 3 hanno avuto luogo nella Circondariale di Como. Gli atti di autolesionismo sono stati 105 pari al 28,69% del totale dei detenuti. Inoltre, nonostante il 60% dei ristretti siano fruitori di terapia psichica e il 6% di quella per tossicodipendenti il numero delle figure professionali, quali psicologi e psichiatri, presenti nell’istituto penale comasco risulta ad oggi non congruo, così come parziale e irrisorio è il rispettivo monte ore: per ogni 100 detenuti 5,5 ore sono assegnate agli psichiatri, 8,2 ore agli psicologi. A ciò si accompagna l’insufficienza delle figure giuridico-pedagogiche competenti a porre in essere la funzione rieducativa delle carceri: la vacanza d’organico a fine 2022 a Como è di ben 4 educatori rispetto ai 6 previsti;

alle criticità fin qui segnalate è fondamentale considerare la rilevante e ormai strutturale carenza del personale di Polizia Penitenziaria. Sommando i sovrintendenti e gli ispettori la Circondariale di Como sconta oggi una carenza d’organico pari a quasi il 70% per entrambi i ruoli: a fronte di 57 unità previste sono presenti 21 unità amministrate, di cui solo 17 effettivamente in servizio. Per gli agenti-assistenti penitenziari la carenza è invece di 11 unità in forza operativa e di 5 in forza amministrativa;

la scarsità d’organico comprendente sia il personale penitenziario, che le figure professionali di cura socio sanitaria e pedagogica, nonché le problematiche derivanti da un’infrastruttura ormai obsoleta e tecnologicamente inefficiente hanno contribuito a creare una situazione di pericolo e insicurezza con tensioni e atti di violenza sempre più frequenti perpetrati a danno degli agenti operativi. I dati, allarmanti, parlano di 40 aggressioni subite dagli agenti penitenziari comaschi negli ultimi 18 mesi -;

se il Ministro sia a conoscenza della situazione descritta in premessa e quali iniziative intenda mettere in atto per porre rimedio alle molteplici e preoccupanti criticità dovute al sovraffollamento, all’insostenibile carenza di organico riferito sia al personale penitenziario che alle figure professionali specialistiche, al drammatico fenomeno dei suicidi, all’aumento delle aggressioni riscontrate nella Casa Circondariale di Como. Chiara Braga

Il convegno

RI-CO-STRUIRE
Presentazione dei risultati della ricerca multidisciplinare  nella Casa Circondariale di Como
6 febbraio 2023
Sala riunioni della Casa Circondariale di Como 
ore 14.00-15.00

Ri-CO-struire è un progetto finanziato da Fondazione Cariplo che, in  ragione della sua multidisciplinarietà, ha coinvolto la Facoltà di Psicologia e il  Dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica di Milano, il Provveditorato  dell’Amministrazione Penitenziaria della Regione Lombardia, gli architetti  della divisione Tuned di Lombardini 22 spa e l’architetto Cesare Burdese.  L’obiettivo della ricerca, avente come sito di interesse la Casa Circondariale  di Como, è stato quello di esplorare l’impatto delle componenti  architettoniche del carcere sul benessere degli operatori penitenziari e dei  detenuti presenti in istituto. In occasione della conclusione del progetto i  partner presenteranno i risultati delle rilevazioni effettuate evidenziandone il valore sul piano applicativo, saranno quindi presentate le schede di fattibilità  relative alle modifiche architettoniche individuate sulla base dei risultati e  delineate le prospettive di sviluppo future del progetto.

Programma

Ore 14.00 – 14.05
Saluti introduttivi 
Fabrizio Rinaldi, Direttore della Casa Circondariale di Como 

Ore 14.05 – 14.15
Progetto Ri-CO-struire: i partner della ricerca 
Emanuela Saita, psicologa, Università Cattolica di Milano 

Ore 14.15-14.30
Presentazione dei risultati della ricerca 
Antonia Sorge, psicologa, Università Cattolica di Milano

Ore 14.30 – 14.50
Le ricadute applicative sull’architettura del carcere 
Davide Ruzzon, architetto, Tuned Lombardini 22 
Cesare Burdese, architetto

14.50 – 15.00 
Piste di sviluppo future e saluti finali
Fabrizio Rinaldi
Emanuela Saita 

Iscrizioni e info: antonia.sorge@unicatt.it

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