"No ai senzatetto", petizione dei residenti contro il dormitorio di via Cadorna

Chi abita e lavora in zona non vuole che il palazzo venga adibito a centro accoglienza: troppi disagi e c'è già il SERT da cinque anni

I residenti e gli esercenti di Via Cadorna, a Como, non ci stanno e indicono una raccolta firme per scongiurare che lo stabile al numero 5 venga adibito come centro accoglienza per i senzatetto. 

«A noi cittadini residenti ed esercenti nella zona interessa manifestare e motivare il nostro dissenso e la nostra assoluta contrarietà. Basta solo dire che abbiamo già i problemi che creano in zona i frequentatori del Sert ("provvisorio" da ben cinque anni). Ricordiamo ai nostri ammnistratori l'adiacenza di una scuola media, di un istituro superiore, del Conservatorio di Musica nonchè di un asilo nido. Residenti ed esercenti della zona hanno avviato una raccolta di firme e chiesto un incontro in Comune. Diciamo NO al concentramento del degrado nella nostra zona». Questo messaggio, inviatoci dalla signora Lina Del Gaudio, riassume l'umore di chi abita o lavora in via Cadorna, e non è la sola segnalazione che ha raggiunto la nostra redazione. 

Anche la signora Silvia De Carli, titolare della Nonsololibri, dirimpettaia del n.5, ha manifestato il suo dissenso: «Il palazzo potrebbe sicuramente essere usato come uffici del comune o per l'Inps. In zona (via milano/cadorna/italia libera) nessuno lo vuole. Anche il SERT doveva essere temporaneo ma ormai è qui da 5 anni». La libreria è uno dei punti di raccolta firme, per chi volesse aderire a questa iniziativa.

«I disagi quotidiani, come riportato nella petizione, esistono già per la convivenza con i frequentatori del SERT che stazionano sui gradini dei negozi e talvolta molestano i passanti. Detto questo appare surreale l'idea di creare in Via Cadorna, a pochi passi dalla città murata, un dormitorio per i senzatetto, consegnando così di fatto al degrado un altro angolo di città.»

Vedremo come si svilupperà la vicenda dopo l'incontro che è stato richiesto in Comune. Intanto le firme vengono raccolte dai residenti e dagli esercenti, già molto provati dalla presenza, da cinque anni, del SERT, che doveva essere provvisorio ma che, evidentemente, non ha trovato altra collocazione. Non è insoltito, quindi, trovare in terra boccette di farmaci in uso ai tossicodipendenti e la zona potrebbe, secondo i firmatari della petizione, solo degenerare se fosse anche approvato il progetto del dormitorio per i senzatetto.

Non più tardi di una settimana fa, sabato 13 giugno, 200 persone si erano riunite in piazza Cavour per manifestare a favore dei senzatetto, dopo la chiusura del centro di accoglienza in via Sirtori. 

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