Scandalo piscina di Muggiò, chiusa da 507 giorni: il Comune non sa perché

Disattese le promesse, dopo oltre un anno ancora nessuno conosce i reali motivi che impediscono la riapertura

Piscina di Muggiò

Uno scandalo che dura da oltre un anno, per la precisione da 507 giorni. La piscina olimpionica di Muggiò è infatti chiusa dal giugno del 2019. Da allora tante promesse ma nessun risultato. Una situazione imbarazzante che ha messo in difficoltà, soprattutto in inverno, per la seconda stagione consecutiva, le società sportive, costrette a cercare rifugio altrove, impresa resa ancora più complicata dall'emergenza sanitaria. A tornare all'attacco, ieri in consiglio comunale, seduta svoltasi in streaming, Alessandro Rapinese, che dal "banco a distanza" della minoranza ha nuovamente incalzato l'assessore Marco Galli e la giunta tutta a fornire una risposta in merito, risposta attesa sin dal 5 giugno.  

"Le osservazioni del consigliere Rapinese - ha risposto Galli - sono pertimenti. Gli interventi necessari sono però relativamente minimi. Come stanno le cose lo sapremo effettivamente solo tra 15 giorni, quando avremo gli esiti della perizia che ci dirà qual è la reale condizione dell'impianto e se lo stesso, dopo i primi interventi necessari, protrà riaprire con o senza limitazioni".

Sulla questione del suo futuro, gestione privata o pubblica, Galli ha così risposto a Rapinese: "Si è parlato di un affidamento a Como Servizi Urbani che è una società partecipata del Comune ma non a soggetti privati, almeno in attesa di un eventuale progetto più ampio che in questo caso renderebbe la piscina di Muggiò più appetibile anche al di fuori degli interessi comaschi. Intanto l'amministrazione sta valutando una riqualificazione con la formula "leasing in costruendo" ma senza un soggetto gestore. 

Riassumendo: alla data di oggi, il Comune di Como ancora non è in grado di dire quali siano i reali ostacoli che impediscono la riapertura della piscina olimpionica. Conseguentemente, dopo 507 giorni, sapere quando riaprirà non è ancora possibile. Di certo, nonostante le promesse, non succederà nel 2020.  

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