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Santarella: "Soletta compromessa, travi deformate e possibili danni strutturali"

Spunta la relazione del 2016 che manda in fumo tutti i sogni

Como sembra essere la città dei sogni infranti. D'altronde sognare non costa nulla, soprattutto quando non serve nemmeno un rendering. A riprendersi la scena dell'area Ticosa, una delle tante eterne vicende mai risolte della città, è oggi la malconcia Santarella. Da anni, anche qui, si puntano occhi speranzosi: gli ultimi sguardi in ordine di tempo sono stati quelli dell'Univeristà dell'Insubria, che in accordo con Palazzo Cernezzi aveva in mente di portare la propria biblioteca proprio alla Santarella. 

Ma la doccia fredda sul polo umanistico è arrivata da lontano: addirittura dal 2016. Anno a cui risale il documento del Comune di Como redatto dai tecnici subito dopo l'incendio che avvolse tra le fiamme la Santarella. In sintesi la relazione evidenziava già allora i gravi danni subiti all'edificio: "Soletta compromessa, travi deformate, appoggi indeboliti e possibili danni strutturali ai pilastri".

A oggi, dopo un lustro, nulla è stato fatto per porre rimedio alla gravissima situazione. Anzi, nonostante il Comune sapesse, nonostante non sia mai intervenuto con le azioni che avrebbe dovuto suggerire la perizia, sono proseguite come niente fosse le promesse sulla Santarella. D'altronde fare proclami a cui non seguono mai i fatti, dal Politeama alla Ticosa, dai Giardini a lago agli impianti sportivi, è una vecchia abitudine di questa giunta.  

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I passaggi chiave della relazione tecnica del 2016

“I danni sono stati rilevanti. Dalla stima a vista è evidente che l’incendio ha gravemente compromesso la struttura di quello che rimane della soletta del primo piano, già precedentemente in parte demolita".

“La deformazione delle travi ha determinato una serie di effetti le cui conseguenze sono ancora da approfondire. La trave in acciaio ha sicuramente creato una spinta sul pilastro della facciata est, probabilmente causando l’espulsione dell’intonaco".

Non è certo, invece, se questa azione abbia creato danni strutturali al pilastro. Per tale ragione, prima di poter riaprire in sicurezza la porzione di parcheggio sottostante l’edificio, sarà necessario procedere con accurata indagine sul pilastro interessato, previa rimozione di tutte le parti di intonaco pericolanti”. 

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