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Riflessioni sulla guerra, affrontare i conflitti disarmare le armi 

Con Giairo Daghini (filosofo), Christian Marazzi (economista) e Toni Negri (filosofo) 

Lunedì 21 febbraio 2022, in un discorso in diretta Tv, Putin firma il decreto con cui la Russia riconosce l’indipendenza dall’Ucraina delle repubbliche separatiste del Donbass. Avrebbe potuto essere una decisione alla base di una trattativa per risolvere un conflitto. All’alba del 24 febbraio, invece, Putin invade l’Ucraina dando un’accelerazione vertiginosa a una rete di conflitti: quello tra il nazionalismo imperiale di Putin e l’ipernazionalismo ucraino e quello tra la Russia e l’espansione armata della Nato, innanzitutto, ma non solo. L’insostenibilità dello scontro armato nella città, la distribuzione e l’uso mondiale delle materie prime e dell’energia, la spasmodica richiesta e accumulazione di armi in corso da anni in Europa che annuncia tempi di guerra più che problemi risolti si sommano ai conflitti, presenti ancor prima del Covid, legati alla distruzione del lavoro, alla captazione algoritimica degli immaginari, all’estrazione e alla privatizzazione della ricchezza. Occorre chiedersi quali siano le forme d’uscita da questa guerra. Giovedi 31 marzo, alle 21, a Villa Sucota a Como, intervengono Giairo Daghini (filosofo), Christian Marazzi (economista), Toni Negri (filosofo). 

*Toni Negri parteciperà in collegamento streaming da Parigi

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