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Richiedenti asilo a Como, dal Consiglio di Stato un'ordinanza storica: hanno diritto a un tetto

La decisione sul caso di un cittadino afgano potrebbe avere ripercussioni su tutta la vicenda

È un'ordinanza che probabilmente farà giurisprudenza quella con cui il Consiglio di Stato sancisce che un cittadino afgano richiedente asilo, a cui erano state negate le misure di accoglienza dalla Prefettura di Como, deve invece vedersi garantita “una vita dignitosa e un posto dove stare”. L’uomo al momento vive a Como senza fissa dimora, insieme a decine di altre persone nelle sue stesse condizioni e infatti la decisione del Consiglio di Stato, pur riferendosi a un singolo individuo, avrà sicuramente un impatto ben più grande sulla città.
Il fulcro della vicenda sta tutto nel fatto che l'afgano è un richiedente asilo, categoria che secondo la Corte di Giustizia Europea dovrebbe trovare accoglienza nel Paese in cui si trova. Ma l’esiliante afgano prima di presentare domanda in Italia l'aveva presentata, non ottenendo il via libera, in Svezia e questo secondo le autorità comasche lo esulava da coloro che hanno diritto a essere assistiti.

Sono gli avvocati dell'Osservatorio Giuridico per i diritti dei migranti a rivolgersi a questo punto al Consiglio di Stato a Roma per risolvere la questione.
Ora, la presa di posizione dell’autorità giuridica non solo risolve la situazione di quest’uomo, ma si esprime anche su un altro punto sempre caldo e gestito spesso in maniera diversa a seconda del pensiero di chi lo applica: il richiedente asilo ha diritto all'assistenza e a condizione di vita dignitose anche in attesa della decisione delle autorità italiane in merito alla sua richiesta? Secondo il Consiglio di Stato sì. Ecco perché questa vicenda avrà sicuramente delle ripercussioni sulla giurisprudenza ma, forse ancora più, sulla tanto intricata vicenda dei richiedenti asilo comaschi.

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