Mercoledì, 16 Giugno 2021
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Renata Music, la signora del metal si racconta

Ha iniziato nel reparto dischi della Standa di Como nel 1966, l'anno di Revolver dei Beatles

Renata Morselli nel suo negozio di Como

È il 1966, Bob Dylan pubblica Blonde on Blonde, i Beatles Revolver e i Beach Boys Pet Sounds. In Italia è l'anno di Adriano Celentano, con Il ragazzo della via Gluck, e di Frank Sinatra che conquista le classfiche dei dischi più venduti grazie a Strangers in the Night. Renata Morselli è una ragazzina di 16 anni con la passione per il rock: la sera dj alla Ca' Franca, di giorno commessa alla Standa, dove inizia a lavorare nel periodo di Natale di quell'anno. Ancora non sa che la musica rock  segnerà tutta la sua vita, diventando nel tempo un riferimento insostituibile per diverse generazioni di appassionati.

"Allora - racconta Renata - al reparto dischi della Standa di Como si vendeva un po' di tutto, dalla classica, al folk, dal rock alla musica italiana. Io mettevo  i dischi in base agli orari, cercando così di captare il gusto dei clienti. Mi occupavo direttamente anche degli acquisti seguendo i fornitori ed evitando di accumulare vinili e cassette. Sono rimasta alla Standa 15 anni, fino al 1981, acquisendo una bella esperienza. Poi, tramite Baldi della Overt, che aveva aperto anche uno spazio per i dischi da Mantovani, mi sono trasferita qualche passo più in là. Avevo un piccolo store tutto mio in un soppalco del piano terra e nel frattempo la musica stava cambiando: agli inizi degli anni '80 andavano i mix da discoteca e i Depeche Mode".

Gli anni Ottanta: non solo musica

A Como, in quel magico decennio, si potevano contare almeno una decina di negozi in cui si vendevano dischi e nel 1985 Renata decide di proseguire da sola: "Overt non era più interessata e così ho rilevato l'attività insieme a una socia.Oltre ai dischi abbiamo iniziato a vendere gadgets e abbigliamento dark: spille, magliette, giubbotti. Allora venivano molti stranieri, soprattutto olandesi, e anche tanti militari di stazza a Como. Erano in tempi in cui avevamo i nostri bellissimi blocchetti per i concerti, guadagnavano 500 lire per ogni biglietto venduto". 

Ma non è tutto rose e fiori, ogni tanto i concerti saltano e per chi li vende sono dolori: "Ricordo un live di Neil Young promosso David Zard (storico produttore musicale scomparso lo scorso anno, ndr) e annnullato all'ultimo momento. I fan erano imbufaliti ed erano venuti anche da me, che avevo già consegnato i soldi dei biglietti venduti agli organizzatori, a chiedere il rimborso, Una storia che si ripeterà nel tempo anche con eventi organizzati a Como, così come altre piccole disavventure che Renata preferisce non evocare".

Gli anni Novanta: nasce Renata Music

Poi Mantovani chiude, e Renata Morselli? "Nel 1992 ho aperto Renata Music in via Collegio dei Dottori, ed eccomi qui. Come è noto mi sono specializzata in metal, soprattutto dopo che il mio ex commesso ha aperto il Vertigo in via Lambertenghi "soffiandomi" il punk. Allora seguivo molto la moda british e così ho aggiunto una serie di capi che nel tempo si sono rivelati la mia fortuna e il mio marchio di fabbrica". Insomma un piccolo angolo di Londra a Como. 

Gli anni Duemila: il calo delle vendite

"Nel mio negozio - prosegue Renata - hanno girato anche due speciali sul filone emo ma oggi è tutto finito. I dischi, almeno dal 2007, lì comprano davvero in pochi e quasi nessun ragazzo ha la passione per l'ascolto delle canzoni in alta fedeltà. La musica viene scaricata e tutto dura solo qualche giorno. Anche sui biglietti dei concerti non si guadagna più nulla, io lo faccio soprattutto per fa entrare i ragazzi nel mio negozio".

La musica, sempre e comunque

Mentre chiacchieriamo entra un cinquantenne nostalgico che compra un biglietto per i Kiss (70 euro prezzo di partenza) e ne cerca un secondo per il live dei Withesnake e dei Def Leppard. In questo tempio del metal, dove troneggiano magliette, poster, tazze e persino ancora qualche disco degli AC/DC, dei Nirvana, dei Metallica, è ciò che ti aspetti. Poi entrano due ragazzine che chiedono due biglietti per Achille Lauro. Renata li stampa con una smorfia e per un attimo incrociamo i nostri sguardi. Ma non c'è nulla da dire. Quel che conta è che dopo oltre 50 anni, anche se ogni tanto avrebbe voglia di raggiungere suo figlio e suo nipote a Boston, Renata è ancora lì: dietro il bancone e senza una Rolls Royce. La musica è la sua vita, una passione che resiste anche nell'era della trap. 

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