Lunedì, 27 Settembre 2021
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L'onda marrone che ricopre il lago fa discutere

Civitas: "La città non può ripulire da sola i detriti di tutto il lago di Como"

Il lago di Como, nel primo bacino, è stato letteralmente invaso dai detriti trascinati in acqua dalla forza dell'alluvione. Si lavora da giorni ma il disastro è lì da vedere ancora oggi nella sua vastità. Il dibattito sulle questioni ambientali non puà certo esentare il nostro territorio. La cura e la tutela del Lario sono sotto la lente d'ingrandimemto e come sempre accade dopo un disastro in assenza di prevenzioni, si cercano i colpevoli.

E va in  questo senso l'analisi di Civitas, che in questa occasione punta il diti contro l'Amministrazione provinciale di Como: "Il giorno dopo le gravissime emergenze che hanno interessato il territorio comasco permane, sotto gli occhi di tutti, l’enorme quantità di detriti galleggianti che colorano il lago di un marrone innaturale. Questa è l’occasione perché tutti comprendiamo che ciò che galleggia sul lago è inesorabilmente spinto dal vento “nelle braccia” dei comaschi. Era forse necessaria questa enorme quantità di legname e rifiuti assortiti, consegnati al lago dalla piogge intense che hanno dilavato le montagne, per capire che il solo comune di Como non può farsi carico di un problema di evidente competenza provinciale".

detriti alluvione lago como 3-2

"Se in condizioni ordinarie ciò può anche accadere, non è accettabile che sull’amministrazione comunale del capoluogo siano scaricati una competenza e un onere provinciali, che la Provincia “abdichi” a una specifica competenza limitandosi ad accollarsi, pure con riserva, i costi vivi. L’art. 43, comma 1, lettera e) della Legge Regionale 12.12.2003 n. 26 attribuisce chiaramente l’onere della pulizia del primo bacino del lago all’amministrazione Provinciale, alla quale spetta “la realizzazione di programmi, progetti e interventi connessi alla tutela di ambienti lacustri e fluviali compromessi da attività antropiche o da eventi naturali”. In ossequio a tale norma il Consiglio Provinciale ha, infatti, approvato un programma provinciale per la tutela degli ambienti lacustri e fluviali compromessi da attività antropiche o da eventi naturali".

"Per lo svolgimento della funzione ad essa attribuita, la Provincia di Como si è dotata di due “battelli spazzini” attrezzati per la raccolta dei rifiuti galleggianti sul lago. Uno dei due è stato affidato al Comune di Como che fin dall’agosto 2003 ha sottoscritto con la Provincia una “Convenzione”, avente durata di tre anni e rinnovabile di tre anni in tre anni, per il coordinamento del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti galleggianti sulle acque del "primo bacino" del Lago (ultimo rinnovo luglio 2019). Il Comune di Como, “obtorto collo”, ha accettato tale convenzione perché mosso dall’assoluto bisogno che alla pulizia dello specchio d’acqua antistante la città si provveda in modo efficiente e rapido, sia per tutelare la propria immagine, sia per proteggere le sponde dall’eccesso di detriti (non è per altro affatto secondario il tema della sicurezza della navigazione, oggi vistosamente in difficoltà!)".

"L’oggetto della convenzione è la “rimozione dei detriti galleggianti nella parte di lago all’interno della Diga foranea” e prevede lo svolgimento del servizio di pulizia del primo bacino in modo coordinato tra i due Enti, come concordato nella primavera 2016. Il Comune, per parte sua, affida lo svolgimento del servizio alla concessionaria della raccolta dei rifiuti, che provvede alla di pulizia dei detriti galleggianti all’interno della diga foranea utilizzando il natante fornito dall’amministrazione provinciale. Gli esiti di un evento eccezionale che ha portato nel lago le quantità di detriti che tutti vediamo non possono essere affrontati con le sole forze del comune di Como e richiamano l’amministrazione provinciale alle sue responsabilità. La Provincia, d’altro canto, ha “stipulato accordi convenzionali con l’Autorità di bacino del Lario e dei Laghi minori per la pulizia del Lario, assegnando alla stessa natanti specializzati e distaccando il personale preposto al pilotaggio degli stessi”.

"Il dato storico, tuttavia, dice che le quantità di rifiuti galleggianti effettivamente raccolti nel Lario dall’“Autorità di bacino del Lario e dei Laghi minori” per conto dell’amministrazione provinciale sono una frazione trascurabile di quanto raccoglie il comune di Como: d’altra parte perché affannarsi se “tutti i detriti galleggianti finiscono a Como”? Per qualche ora, forse, qualche turista potrà addirittura considerare la fotografia scattata dalla piazza Cavour come la testimonianza di un evento singolare che nessuno può permettersi di censurare. Da domani, però, non vorremmo dover assistere a operazioni di raccolta che diventano interminabili perché sulle spalle della sola amministrazione cittadina in supplenza di chi ne avrebbe l’onere. Oggi il tema va riproposto con forza e va preteso, con determinazione, un deciso cambiamento di rotta da parte dell’ente preposto".

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